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Redazione
ANNO XIVmartedì 20 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

La locanda “Aquila d’Oro” compie 20 anni: semplicità e gusto nel cuore di Castelnuovo

La locanda “Aquila d’Oro”, a pochi passi dalla piazza principale di Castelnuovo di Garfagnana, rappresenta più di un’attività commerciale: è lo specchio di un territorio, un luogo dove sentirsi sempre a casa.

Dopo vent’anni dalla sua apertura, lo spirito del locale non è mai cambiato.

Era il 2006 quando le sue sorelle Anna Rita e Marilena Salotti scelsero di prendere in gestione il locale intraprendendo questo percorso nuovo, facendo una vera scommessa. L’esperienza nella ristorazione era una novità per entrambe, tutta da costruire, ma la voglia di mettersi in gioco non è mai mancata. E così le due sorelle ha perseguito con volontà un’idea precisa del locale che avrebbero voluto costruire: un’attività a conduzione familiare, capace di valorizzare la cucina garfagnina senza perdere di vista l’accoglienza e un buon rapporto qualità-prezzo.

Da allora, la locanda è rimasta fedele alla propria identità. Gli ambienti non hanno avuto bisogno di grandi trasformazioni, così come non è cambiata la filosofia alla base della cucina: piatti semplici, genuini, legati alla tradizione e ai prodotti di stagione, con un menù che segue anche il ritmo dei diversi momenti dell’anno. Tra le preparazioni più amate ci sono i maccheroni al ragù, fatti a mano come una volta, e la zuppa di cavolo nero, sapori che riportano a una cucina domestica e familiare, lontana dalle mode passeggere.

In vent’anni sono passati dalla Locanda Aquila d’Oro clienti abituali, famiglie, anziani, gruppi sportivi, compagnie di amici e molti altri; persone diverse per età e occasioni, unite dalla possibilità di trovare un ambiente informale, in cui sedersi a tavola senza sentirsi fuori posto. Per molti, la locanda è diventata anche un luogo in cui fermarsi a parlare, raccontarsi la giornata e concedersi un momento di compagnia.

“Da noi esiste la semplicità: chi viene verrà sempre accolto con un sorriso” ha raccontato Anna Rita. È in questa idea che si ritrova il senso dei vent’anni di attività. Un modo di intendere la ristorazione nel quale il cibo è importante, ma lo è altrettanto il rapporto con chi si siede a tavola. Perché una locanda non vive soltanto delle portate che escono dalla cucina, ma anche delle relazioni che si costruiscono nel tempo, della fiducia dei clienti e delle abitudini che diventano parte della vita di un paese.

La storia dell’Aquila d’Oro si è indissolubilmente intrecciata anche con quella del Teatro Alfieri e degli spettacoli che hanno animato Castelnuovo. Fin dal 2006 il locale ha accolto artisti e personaggi dello spettacolo arrivati in città per esibirsi. Tra i primi ci furono i New Trolls; negli anni successivi sono passati nomi come Paolo Rossi, Antonello Venditti, Neri Marcorè, Iva Zanicchi, Sergio Forconi, Ottavia Piccolo e molti altri. Un aspetto particolare della vita della locanda, che ha visto sedersi ai propri tavoli persone conosciute dal grande pubblico accanto ai clienti di tutti i giorni, senza che questo cambiasse lo spirito del locale.

Un percorso che ha conosciuto anche le difficoltà e l’interruzione imposta dalla pandemia, ma che ha mantenuto il proprio legame con la clientela. Accanto alle due sorelle, nel corso degli anni hanno lavorato diversi collaboratori, contribuendo alla vita quotidiana dell’attività. Tra questi, una menzione speciale va a Elena Giannecchini, presenza importante e costante, e a due collaboratrici che non ci sono più. Durante i mesi estivi si sono aggiunti anche tanti ragazzi, spesso studenti, che hanno trovato nella locanda un’occasione di lavoro e di esperienza.

Oggi, guardando a questi vent’anni, il valore dell’Aquila d’Oro sta proprio nella continuità. In un mondo in cui le attività cambiano rapidamente e le abitudini si trasformano, Anna Rita e Marilena hanno mantenuto un’identità riconoscibile, fatta di cucina garfagnina, attenzione alle persone e accoglienza. Una storia nata da una scommessa, cresciuta giorno dopo giorno e diventata parte del tessuto quotidiano di Castelnuovo. Perché, in fondo, non servono grandi rivoluzioni per lasciare un segno, a volte bastano un piatto di maccheroni al ragù preparato con cura e un posto accogliente che faccia sentire come a casa.

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