Si è inaugurata ieri nelle sale affrescate del Complesso di Vicolo Valdina a Roma (ingresso da Piazza in Campo Marzio, 42) “Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina”, la mostra antologica itinerante, completamente accessibile, curata da Rodolfo Bona.
Promossa dalla Camera dei Deputati e dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, attraverso la selezione di 26 opere, la mostra ricostruisce la parabola artistica di Alfredo Catarsini, pittore e scrittore viareggino che ha attraversato tutto il “secolo breve”, è stato protagonista di innumerevoli mostre in Italia e all’estero, ha frequentato per decenni gli intellettuali che trascorrevano la villeggiatura in Versilia e che ora torna nella Capitale a 41 anni dalla sua ultima mostra.
In questi giorni ha preso il via un fitto programma di visite guidate per le quali occorre la prenotazione scrivendo un’email all’indirizzo info@fondazionecatarsini.com oppure telefonando al numero 338 1995851.
Ma c’è di più, molto di più, perché l’esposizione è interamente accessibile anche a persone con disabilità visiva e ciò la rende estremamente originale e innovativa, caratteristiche messe in evidenza in tutti gli interventi che si sono succeduti durante la partecipata inaugurazione (la cui videoregistrazione è visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=8lN6HFJM0jw).
A cominciare da quello di Paola Severini Melograni, la giornalista e autrice della trasmissione Rai “O anche no” (la più seguita tra quelle dedicate alle disabilità), che ha condotto l’inaugurazione e ha affermato che «oggi il Novecento di Catarsini è totalmente accessibile perché la bellezza deve essere di tutti e le buone pratiche vanno copiate. Ciò che Elena Martinelli ha costruito con la Fondazione Catarsini è un modello che deve essere attualizzato da parte di tutti i beni culturali: tutti lo devono seguire e copiare».
A seguire l’onorevole Federico Mollicone (Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati) ha letto i messaggi istituzionali inviati in occasione dell’inaugurazione della mostra.
«La scelta di rendere l’opera di Alfredo Catarsini fruibile anche dalle persone con disabilità visiva esprime una concezione della cultura realmente aperta a tutti – ha scritto il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli –. L’arte può essere conosciuta attraverso linguaggi e modalità differenti e proprio questa pluralità consente di ampliare le possibilità di partecipazione e di vivere l’esperienza culturale in modo personale e autentico. L’accessibilità acquista valore quando diventa parte integrante del progetto. Il percorso portato avanti dalla Fondazione dimostra come tutela del patrimonio artistico, ricerca e attenzione alla persona possano procedere insieme, contribuendo a rendere la cultura uno spazio sempre più condiviso».
Da parte sua il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, nel suo messaggio ha detto, tra l’altro, che la mostra di Catarsini «è un invito a riflettere sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia, questione di stringente attualità in un’epoca caratterizzata da innovazioni che stanno ridisegnando i confini tra l’essere umano e gli strumenti a sua disposizione. La grande sfida di questo tempo dunque risiede nella capacità di conciliare il progresso con un’idea di sviluppo fondata sull’assoluta centralità della persona e delle sue peculiarità».
Quindi il Presidente Mollicone, nel proprio intervento ha sottolineato che «accanto alla rilevanza scientifica del corpus qui esposto, l’iniziativa assume poi un valore di politica culturale di prim’ordine, sotto il profilo dell’accesso universale della cultura. Il modello sviluppato dalla Fondazione Catarsini nell’ambito del progetto ‘L’arte accessibile per tutti’ concretizza infatti un’avanzata visione d’inclusione e democratizzazione della fruizione artistica ed è proprio attraverso l’adozione di rigorose metodologie di mediazione museale, dall’impianto didattico tecnologico dei codici QR sino al laboratorio esperienziale fondato sulla trasposizione tattile delle opere, l’esperienza estetica supera il solo canale visivo e percettivo per farsi fruibile, inclusiva, multisensoriale e multimediale. E questo approccio rispecchia fedelmente la linea d’azione intrapresa dal Parlamento. Questa mostra dimostra quanto sia feconda la sinergia istituzionale tra lo stato gli enti territoriali e le istituzioni private di alto profilo culturale».
Dopo le parole di Elena Martinelli (Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS), che ha ringraziato i vertici parlamentari per l’ospitalità e la collaborazione dimostrate, e ha aggiunto che «tutto ciò che la Fondazione produce, dalle mostre ai libri di Catarsini, che era anche scrittore, è accessibile. Cioè dalla Fondazione Catarsini non esce niente che non sia già accessibile», ha preso la parola Luisa Berretti, storica dell’arte, direttrice del Museo d’arte medievale e moderna di Arezzo (nonché membro del Comitato scientifico della Fondazione Catarsini), che ha illustrato le quattro progettualità della Fondazione, tra cui figura anche «quello dell’arte accessibile a tutti, che prende il via poco dopo la nascita della fondazione e che offre una metodica integrata di accessibilità, unica nel suo genere, perché propone la formazione per i professionisti della cultura, la realizzazione di allestimenti espositivi e la documentazione integrata, con l’obiettivo di rendere accessibile a tutti l’arte».
Un’inedita mostra plurisensoriale
“Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina” è una mostra plurisensoriale perché la si può vedere, la si può ascoltare attraverso le descrizioni audioregistrate ascoltabili col proprio smartphone e la si può leggere tattilmente grazie alla presenza del laboratorio esperienziale per persone con disabilità visiva o per le esercitazioni bendate per i normodotati.
Tra le principali opere in mostra, oltre a una cospicua serie di Autoritratti e a dipinti legati alle tematiche più care all’Artista, vi è Il grano della bonifica lucchese, la grande tela dipinta (233×300 centimetri) con cui Alfredo Catarsini partecipò all’edizione del 1940 del “Premio Cremona”.
Inoltre ogni opera esposta reca un codice QR che permette di ascoltare descrizioni adattate bilingue. Inoltre, al suo interno è allestito un Laboratorio Esperienziale con opera tattile per le esercitazioni, che voluto provare anche l’onorevole Federico Mollicone (come si vede nella foto in alto di Gianfranco Gori): per questa mostra è stato scelto l’affresco che lo stesso Catarsini realizzò nel 1944 nell’abside di San Martino in Freddana, un’antica chiesa della Lucchesia. Proprio questa particolarità è frutto de “L’Arte accessibile per tutti”, il progetto pluriennale promosso dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, che applica ormai da tempo la propria metodica originale per rendere l’arte e i luoghi di cultura e turistici accessibili a chiunque.
La mostra è corredata sia da un pieghevole con tutte le informazioni, sia da un corposo catalogo a disposizione dei visitatori della mostra, stampato a cura della Regione Toscana e che, reso anch’esso interamente accessibile, costituisce un’assoluta originalità.
Con ingresso libero, fino al 30 ottobre la mostra sarà visitabile dalle 11 alle 19.30.