Costruire la pace è un’opera di cura, come intessere le note di un’armonia polifonica in cui ogni voce è fondamentale. Dalle valli della Garfagnana fino ad Assisi, la Corale di Gallicano si appresta a vivere una trasferta d’eccezione: domenica animerà la Messa Solenne dell’Incontro Internazionale per la “Pace disarmata e disarmante” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. L’evento ricorre a quarant’anni dallo storico incontro di preghiera, voluto nel 1986 da Papa Giovanni Paolo II, assumendo quest’anno un valore ancora più profondo, viste le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226-2026).
Fondata nel 1983 e guidata – fin dagli esordi – dal parroco e maestro Don Fiorenzo Toti, la corale rappresenta una realtà preziosa del territorio garfagnino Il gruppo conta circa 30 elementi tra soprani, contralti, tenori e bassi. In oltre quattro decenni di attività, la formazione si è esibita su palcoscenici prestigiosi, dalla Sala Nervi in Vaticano (nel 1987 e 2018) fino alle principali cattedrali italiane, come Venezia e Padova. Il repertorio è incentrato sulla musica sacra polifonica eseguita “a cappella”, dal Cinquecento ai giorni nostri.
Per la solenne celebrazione liturgica nella Basilica Superiore di Assisi, il coro ha intessuto un programma musicale dal profondo valore spirituale e affettivo. Ampio spazio sarà riservato alla memoria e all’opera di Don Italo Bianchi, sacerdote garfagnino e stimato docente presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra a Roma, scomparso pochi anni fa: della sua produzione verranno eseguiti il Gloria, il brano Tu sei santo e Sia laudato San Francesco, tratto dal Laudario di Cortona del XIII secolo. A completare la liturgia saranno due composizioni firmate dal direttore Don Fiorenzo Toti: Ti glorifichiamo Signore nel Beato Francesco e l’Alleluia. Per condividere appieno l’emozione della giornata, la corale ha organizzato una trasferta in pullman concepita come un vero pellegrinaggio di comunità, a cui si uniranno numerosi fedeli, amici e sostenitori di Gallicano.
A rendere ancora più tangibile il valore della presenza è la riflessione affidata da un corista all’evento, nel sottolineare come il contributo alla pace nasca prima di tutto dal canto condiviso. Oltre all’impegno liturgico, il ritrovarsi ogni settimana alle prove rappresenta un quotidiano esercizio di accoglienza e socialità. Il cantare insieme diviene così una metafora viva dell’unione delle singole personalità per edificare un’armonia che si fa bellezza: il procedere lungo la partitura rispecchia l’immagine di una comunità in cammino dove ciascuno, pur con la propria voce e i propri tempi, rispetta un incastro superiore. Un’esecuzione corale richiede il rispetto del proprio ruolo e l’impegno partecipe di mente e cuore, rivelandosi come una vera e propria opera di artigianato spirituale.
La Corale di Gallicano farà risuonare la propria voce come testimonianza viva, di una comunità che sa farsi custode di memoria, fede e fraternità. Il loro canto, levatosi dal cuore della Garfagnana fino alla Basilica Superiore di Assisi, si unirà così al coro dell’umanità che, a quarant’anni dal primo storico incontro, continua a invocare con forza il dono di una pace autentica, duratura e disarmante.