Il lavoro ha accompagnato gran parte della mia vita professionale, fra formazione, orientamento e collocamento mirato. Un’esperienza che oggi si intreccia con il mio incarico di Garante dei diritti delle persone con disabilità della Media Valle del Serchio.
Da qui nasce questo confronto con Vittorio Fantozzi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, sulle opportunità del territorio e sulle proposte che possono arrivare dall’opposizione.
Partiamo dal lavoro. Che cosa serve perché un giovane possa costruire il proprio futuro nella Valle del Serchio?
“Servono opportunità professionali concrete, insieme a servizi e collegamenti che rendano possibile vivere qui. Bisogna sostenere le imprese esistenti e creare condizioni favorevoli per nuove attività. La Valle ha capacità produttive e competenze da valorizzare: il confronto con aziende e lavoratori deve aiutare a individuare gli ostacoli e orientare gli interventi regionali”.
Per tanti anni mi sono occupato di formazione e servizi per l’impiego. Come possiamo avvicinare meglio chi cerca lavoro alle imprese che cercano personale?
“Rafforzando la collaborazione fra centri per l’impiego, scuole, agenzie formative e aziende. Occorre conoscere le professionalità richieste e costruire percorsi adeguati, verificando poi quanti si traducano in un’occupazione. L’orientamento è essenziale per i giovani, ma anche per chi perde il lavoro e deve ripartire attraverso nuove competenze”.
Dai banchi dell’opposizione, quali richieste porterebbe alla Regione per il lavoro nelle aree interne?
“Chiederei di valutare le misure regionali anche in base alla loro effettiva utilità per questi territori. Le piccole imprese devono poter accedere alle opportunità senza essere scoraggiate da procedure troppo complesse. Servono attenzione alla formazione, sostegno agli investimenti e una verifica dei risultati: quanti posti di lavoro vengono creati, con quale durata e con quali prospettive”.
Veniamo alle persone con disabilità. Nella mia esperienza ho visto quanto il lavoro possa significare autonomia, dignità e partecipazione. Come rendere più efficace il collocamento mirato?
“Partendo dalla persona, dalle sue capacità e dalle sue aspirazioni, e conoscendo bene l’ambiente lavorativo nel quale sarà inserita. Il collocamento mirato richiede preparazione, accompagnamento e collaborazione con l’impresa. Bisogna individuare mansioni adeguate, valutare gli adattamenti necessari e seguire il percorso anche dopo l’assunzione, affrontando tempestivamente le eventuali difficoltà”.
Che cosa direbbe a un imprenditore che vuole assumere una persona con disabilità, ma teme di non avere strumenti e preparazione sufficienti?
“Gli direi che deve poter contare su servizi competenti e su un riferimento al quale rivolgersi. Gli incentivi possono essere utili, ma occorrono anche informazioni chiare, supporto nell’organizzazione del lavoro e accompagnamento. Un inserimento ben costruito permette di riconoscere e valorizzare il contributo professionale della persona, dando maggiore sicurezza anche all’azienda”.
L’inclusione dipende anche da ciò che accade fuori dal luogo di lavoro: trasporti, accessibilità e sostegni alle famiglie. Quali priorità individuerebbe per la Valle?
“La possibilità di raggiungere il posto di lavoro e di utilizzare i servizi è parte del percorso verso l’autonomia. Occorre ascoltare le persone con disabilità e le famiglie per capire dove si incontrano gli ostacoli maggiori. Il confronto fra Comuni, Regione, servizi e associazioni deve portare a priorità concrete, tenendo conto anche delle distanze e delle caratteristiche dei piccoli paesi”.
Su questi temi è disponibile a collaborare con la maggioranza regionale e con chi opera sul territorio, al di là delle appartenenze politiche?
“Le proposte vanno valutate per la loro utilità. Il ruolo dell’opposizione è controllare e sollecitare, ma anche contribuire alle soluzioni. Lavoro e disabilità richiedono continuità e confronto con chi conosce i problemi: persone, famiglie, imprese, operatori e Garante. Su obiettivi chiari e verificabili credo sia possibile costruire una collaborazione nell’interesse della Valle”.