Due giornate tra archeologia, storia e memoria per riportare alla luce le ricchezze della montagna. Il 24 e 25 ottobre il borgo di Popiglio ospiterà conferenze, visite guidate e laboratori dedicati al patrimonio della Val di Lima e della Montagna Pistoiese.
La storia di un territorio, oltre che di libri e archivi, si compone anche di paesaggi, resti di antichi insediamenti, di tutto ciò che, pur celandosi sotto la terra, è in grado di raccontare secoli di vita, scambi e relazioni tra comunità. È da questa consapevolezza che nasce il primo Toscana Archeo Fest, in programma questo finesettimana a Popiglio, nel comune di San Marcello Piteglio, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico le ricchezze storiche e archeologiche della Val di Lima e della Montagna Pistoiese.
Promosso dal Comune di San Marcello Piteglio insieme all’Associazione Culturale Valle Lune, il festival vuole portare l’archeologia fuori dagli ambiti strettamente specialistici, rendendo accessibili le ricerche condotte sul territorio e creando un’occasione di incontro tra studiosi, istituzioni e cittadini. Un percorso che coinvolge archeologi, funzionari del Ministero della Cultura, docenti universitari e ricercatori, chiamati a raccontare le tracce del passato e il loro significato per il presente.
“È la prima iniziativa di questo tipo sulla Montagna Pistoiese – ha spiegato l’archeologo Giulio Tarantino – L’idea nasce dalla volontà condivisa di riunire ricerche storiche e archeologiche che riguardano questa parte di Toscana, mettendo in dialogo esperienze, studi e progetti diversi. Un lavoro che riconosce nella cultura montana un elemento capace di unire persone e territori appartenenti anche a province differenti”.
La Val di Lima sarà uno dei fili conduttori della manifestazione, con le sue testimonianze, i suoi siti e le storie che ancora attendono di essere conosciute e raccontate. Tra i luoghi al centro dell’attenzione ci saranno la Rocca di Lucchio, oggetto di un progetto di scavo, recupero e valorizzazione, il Ponte di Castruccio sul torrente Lima e l’area del Ponte Sospeso di Mammiano, dove le ricerche hanno approfondito anche le tracce di frequentazione risalenti al paleolitico. A questi si affiancheranno gli approfondimenti sul sito di Casteldimura e sulle possibilità offerte dall’archeologia per comprendere l’evoluzione del paesaggio e delle comunità montane.
Per Tarantino, il legame con questi luoghi è anche personale. Da circa dieci anni vive sulla Montagna Pistoiese e proprio qui ha avuto modo di conoscere e approfondire un patrimonio che, nel tempo, è diventato parte del suo percorso professionale. Durante gli studi universitari aveva partecipato agli scavi della Rocca di Popiglio; successivamente, come archeologo, ha preso parte a diverse campagne di ricerca, soprattutto nel territorio comunale di San Marcello Piteglio e a Lucchio.
Da questa esperienza nasce anche il significato più profondo dell’iniziativa: “È un gesto d’amore nei confronti del territorio che mi ha accolto. Restituire alle persone la propria memoria storica è un bel gesto, significa condividere e crescere insieme”. L’archeologia, in questa prospettiva, diventa più di una disciplina che ricostruisce fatti accaduti secoli e millenni fa, diventa anche strumento per rafforzare il rapporto tra le comunità e i luoghi in cui vivono.
Il programma si svilupperà lungo due giornate. Sabato 24 ottobre dalle 10 alle 12 la visita guidata alle Torri di Popiglio e al Polo Museale di Arte Sacra, nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.30, le ex scuole del paese ospiteranno i laboratori didattici per ragazzi a cura dell’Associazione Valle Lune. Parallelamente, le conferenze offriranno uno sguardo ampio sull’archeologia e sui suoi diversi approcci: Anna Stagno, dell’Università di Genova, parlerà del rapporto tra montagna e città, paesaggi, biodiversità e circuiti economici e di scambio; Gabriele Gattiglia, dell’Università di Pisa, approfondirà le possibilità dell’archeologia montana nell’era digitale; Francesca Anichini, sempre dell’Università di Pisa, si concentrerà invece sull’archeologia delle migrazioni contemporanee a Lampedusa. A moderare gli interventi sarà Giulio Tarantino.
Domenica 25 ottobre sarà dedicata in modo particolare alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio locale. La mattina si aprirà alle 9.30 con Giorgi Pomella, di Indire, e una riflessione sul patrimonio storico come memoria viva del territorio. Seguiranno l’intervento di Elena Cipriani sul rilievo del Ponte di Castruccio, quello di Luca Bachechi e Gianluca Romanelli sull’accampamento paleolitico del Ponte Sospeso di Mammiano e la presentazione di lavori sul territorio con Alberto Agresti e Silvia Gori. Nel pomeriggio, dalle 15, gli approfondimenti proseguiranno con un confronto sui paesaggi, le connessioni e le comunità della Montagna Pistoiese, seguito da una relazione sulle fonti archivistiche per lo studio archeologico di Casteldimura. Spazio poi all’archeologia e alla storia pubblica a Lucchio, fino all’intervento dedicato al progetto di scavo, recupero e valorizzazione della Rocca, con Neva Chiarenza, Giorgio Maria Francesca Di Paola e Monica Baldassarri. La sessione sarà moderata dall’archeologa Valentina Leonini. Per i più giovani sono inoltre previsti laboratori didattici a cura dell’Associazione Antichi Popoli, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Il Toscana Archeo Fest si propone così di mettere in relazione la ricerca scientifica con la vita delle comunità, offrendo occasioni di conoscenza e partecipazione. Per la Val di Lima, significa guardare ai propri luoghi con occhi nuovi, riconoscere il valore di testimonianze spesso poco conosciute e comprendere come la storia locale possa diventare una risorsa condivisa.
Conoscere i luoghi dove si vive e creare una memoria collettiva, significa anche e soprattutto cercare di valorizzarli, conoscere il passato per costruirne il futuro.