Un documento che non è un punto di arrivo ma semmai di partenza. Una riflessione che prende le mosse dalla valorizzazione del patrimonio di conoscenze ed esperienze amministrative maturate nei territori regionali per guardare, da questa prospettiva, all’Italia intera e alle sue priorità.
I tre giorni di Festival delle Regioni in Toscana si chiudono con la firma dell’Agenda di Firenze, una riflessione condivisa sulle principali sfide del Paese, mettendo in evidenza un percorso comune di programmazione e coordinamento, facendo squadra e sinergia tra tutti i livelli istituzionali.
“Questa Agenda – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – sarà punto di riferimento per l’azione delle Regioni nei prossimi mesi”. Un punto di partenza per l’appunto, per avviare un confronto e una fase nuova in una congiuntura sicuramente complessa: nel segno delle cooperazione e della prossimità, reclamando risorse e strumenti adeguati, avanzando proposte e interventi a Governo e Parlamento. Sfide da affrontare con passione e pragmatismo: dalla trasformazione digitale e l’innovazione della pubblicazione amministrazione (ma anche investimento sul suo capitale umano) alla governance e agli assetti istituzionali, dalla competitività ed attrattività dei territori (senza dimenticare filiere e vocazioni locali) alla transizione sostenibile, la resilienza delle comunità, mobilità, rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e cambiamento climatico, fino all’inclusione e il benessere dei cittadini, la formazione e il lavoro, la salute, lo sport e la cultura.
Dopo giorni di fitti lavori nelle commissioni, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si è riunita in plenaria e i presidenti hanno tirato le somme e individuato le priorità per il prossimo futuro.
“I dibattiti che si sono succeduti in questi giorni nelle commissioni – conclude Giani – e il ruolo generativo delle Regioni che è emerso rimane e si trova all’interno dell’Agenda di Firenze, che diventa una bussola con cui orientarsi nei prossimi mesi”.
“L’Agenda di Firenze rimarrà come una bussola di orientamento nei prossimi mesi e come punto di riferimento dei lavori che questi tre giorni hanno generato”. Con queste parole il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha concluso oggi a Firenze il Festival delle Regioni, passando simbolicamente il testimone al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, cui spetterà il compito di raccogliere il testimone della manifestazione.
Giani ha richiamato l’espressione “Agenda di Firenze” per evidenziare uno dei risultati più significativi dell’iniziativa. Il documento, approvato Firenze nel corso della seduta della Conferenza delle Regioni, raccoglie le priorità emerse dal confronto tra i presidenti e sarà trasmesso ai governi e a tutti gli attori istituzionali, per offrire un riferimento condiviso all’azione delle Regioni nei prossimi mesi.
“In questi giorni abbiamo costruito un bell’impegno e una grande solidarietà fra noi presidenti”, ha sottolineato Giani. “Ma voglio anche mettere in evidenza la presenza di un apparato competente, solido e appassionato, che lavora durante tutto l’anno e che consente alla Conferenza delle Regioni di incidere sul sistema nazionale con un ruolo di grande significato”.
Nel tracciare il bilancio della manifestazione, il presidente toscano ha evidenziato il contributo delle Regioni sui principali temi che riguardano il Paese: dall’innovazione tecnologica, con le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla robotica, alla sanità, fino alla difesa del suolo, alla protezione civile, al sostegno alle imprese e al lavoro, alla cultura e allo sport.
Particolare attenzione è stata dedicata alla sanità, anche alla luce dell’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al valore dell’articolo 32 della Costituzione e alla necessità di garantire risorse adeguate al servizio sanitario.
Il presidente toscano ha inoltre richiamato il confronto sui fondi di coesione, sottolineando l’importanza di una battaglia comune affinché non vengano ridimensionati nella prossima programmazione europea, e il ruolo svolto dalle Regioni nell’attuazione del Pnrr, con un impegno che ha riguardato tutte e sei le missioni del Piano.
“Abbiamo visto crescere materie affrontate nell’interesse dei cittadini, nel rispetto delle leggi e delle prerogative delle Regioni”, ha osservato Giani, ricordando anche le esperienze presentate dalle venti Regioni nel corso del Festival, dalle iniziative di protezione civile alle politiche per il sistema produttivo e il lavoro, fino ai temi della cultura e dello sport.
Il presidente della Toscana ha quindi rivolto un ringraziamento a tutte le persone e alle strutture che hanno contribuito all’organizzazione della manifestazione, al Comune di Firenze e alla sindaca Sara Funaro per aver messo a disposizione per due giorni il Salone dei Cinquecento.
Un ringraziamento anche ai più di 130 giornalisti accreditati, che hanno contribuito a dare voce ai lavori e ai contenuti del Festival.
Infine, il passaggio di consegne al presidente del Lazio, Francesco Rocca. Giani ha ricordato la battuta del presidente del Piemonte, Alberto Cirio, che, scherzando sul successo di questa edizione, ha ipotizzato che il prossimo Festival possa svolgersi nella Cappella Sistina. “È un grande onore per me consegnare questo simbolo della Conferenza delle Regioni al presidente Rocca”, ha concluso Giani.