Le parole sono difficili da scegliere; serve una ricerca minuziosa per cogliere quella vibrazione sottile, il senso di quiete e di autenticità. Rendere viva e profonda l’introspezione: è quello che accade quando si parla con Cassandra Da Granaiola. L’artista — attrice, autrice-performer e artista visiva, titolare dello studio The Magic Ink a Castelnuovo di Garfagnana — traccia un percorso eclettico. La sua vita si muove come un filo teso tra parola scritta, voce recitata e segno inciso sulla pelle.
Il punto di partenza di questo viaggio interiore affonda le radici nella sua recente partecipazione alla rassegna L’Adunata, definita non a caso una chiamata di anime libere. L’evento è andato in scena all’Auditorium di Ghivizzano (leggi qui). In quell’occasione ha portato un monologo intimo e coraggioso; ha reinterpretato il tema della femminilità attraverso il filtro della propria storia personale e delle proprie fragilità. Scelta che richiede un coraggio non comune.
Questa capacità di accogliere la vulnerabilità non nasce dall’oggi al domani: “È una cosa che ho imparato negli anni – racconta Cassandra Da Granaiola con la sua consueta sincerità – perché si cambia crescendo e andando avanti. Si plasma il carattere e piano piano escono fuori cose nuove; ci si conosce sempre un po’ di più“. Nel suo testo la performance diventa una metafora di rinascita, un modo per smettere di indossare ruoli preconfezionati e tornare a respirare.
Ripercorrere la sua storia significa svelare un cammino fatto di svolte inaspettate. Da ragazzina, originaria di Gorfigliano, coltivava il sogno del liceo artistico. Un percorso frenato per ragioni logistiche che l’ha portata a frequentare l’istituto per geometri. Una strada sentita come estranea. Da quel crocevia, ha preso vita una nuova direzione, complice l’affetto per il padre Andrea e la sua passione per i tatuaggi. L’intuizione si è trasformata in professione attraverso corsi mirati. Ha spaziato dai tatuaggi ai piercing, fino alla dermopigmentazione e all’apertura del suo studio. Ha frequentato l’Accademia del Teatro Alfieri a Castelnuovo ed è approdata, infine, alla recitazione teatrale e cinematografica grazie all’incontro con Salvatore Liggeri e Giacomo Giustizieri.
Nel cuore del suo monologo, la potenza rigeneratrice della natura. Questo legame l’ha spinta a compiere scelte di vita radicali. Ha scelto l’iscrizione ad un corso universitario di erboristeria selvatica e una parziale disconnessione digitale, riscoprendo la semplicità di un vecchio telefono cellulare. Questo ritorno alle origini è un atto di resistenza gentile: “C’è proprio bisogno di disconnettersi – osserva Cassandra Da Granaiola sul bisogno di staccare la spina –, di tornare alla natura“. Per l’artista separare l’uomo dall’ambiente significa creare una frattura interna. La stessa terra che attraversa le radici attraversa infatti i nostri corpi.
L’espressione vocale e teatrale si unisce in modo simbiotico all’arte visiva del tatuaggio. Il corpo come tela diventa un canale privilegiato per imprimere identità, consapevolezza e riscatto. Nello studio The Magic Ink ogni segno sulla pelle custodisce un significato emotivo profondo. “Ci sono tante persone che vengono a tatuarsi e legano un significato a questa scelta – rivela l’artista – per forgiare o fissare un momento“. Uno spirito di autodeterminazione racchiuso anche in un tatuaggio che l’artista ha dedicato a se stessa: la scritta “Be Lilith, never Eve”. Un omaggio alla figura mitologica di Lilith, simbolo di sovranità interiore contro ogni condizionamento e subordinazione.
Sensibile alle tematiche della parità di genere, la sua voce si espande fino a comprendere una visione antispecista e vegana. Nel suo monologo compie un parallelo potente e doloroso tra la condizione femminile e lo sfruttamento riservato ad altre specie. “Un animale femmina viene sfruttato per la produzione del latte o delle uova – sottolinea l’autrice, riflettendo su questo tema – e vedo in questo una forte componente di violenza che possiamo associare alla violenza sulle donne“. È un invito all’empatia totale, per scardinare ogni sopruso e riscoprire l’archetipo di Artemide. Una figura che non fugge dall’amore, ma sceglie liberamente dove stare senza mai annullarsi.
Cassandra Da Granaiola lascia al pubblico una certezza: la libertà non è un’illusione, ma una scelta quotidiana. Smettere di cercare risposte all’esterno e riscoprire la propria natura incontaminata. È un messaggio in cui è impossibile non riconoscersi: ritornare a se stessi non è un privilegio, ma l’unico modo per essere davvero liberi.
Foto di Roberto Rocchiccioli


