Ambiente, emigrazione, tecnologia, politica, nuovi linguaggi. Temi che appartengono pienamente al nostro presente ma che, in forme diverse, attraversavano già il pensiero e l’opera di Giovanni Pascoli. È proprio dalla volontà di riscoprire questa sorprendente contemporaneità che nasce “Pascoli sempre nuovo”, il festival culturale iniziato il 10 ottobre a Casa Pascoli e destinato a proseguire fino al 3 dicembre.
Un progetto che nei giorni scorsi è stato presentato anche a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, e che, dopo il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ha ottenuto un contributo di 10 mila euro dalla Regione Toscana.
Ma l’idea del festival affonda le proprie radici in un percorso iniziato già da alcuni anni. “‘Pascoli sempre nuovo’ nasce nel solco delle iniziative che la Fondazione Pascoli ha promosso sotto il titolo ‘Giovanni Pascoli narratore dell’avvenire’ – racconta Sara Moscardini, curatrice di Casa Pascoli -. Partiamo dalla convinzione che, a oltre cent’anni dalla sua morte, Pascoli sia un poeta ancora straordinariamente attuale, capace di parlare al nostro tempo”.
Un’attualità che emerge dalla quantità di temi e sensibilità affrontati dal poeta e che continuano ancora oggi a interrogare la società.
Il titolo stesso del festival nasce da questa idea: “È stato un suggerimento del professor Marco Antonio Bazzocchi, che lo scorso 10 ottobre ha inaugurato il festival – spiega Moscardini -. Richiama ‘Antico sempre nuovo’, titolo di una raccolta postuma di scritti pascoliani, e ci è sembrato particolarmente significativo per esprimere il senso dell’iniziativa”.
Essere “sempre nuovo” significa allora continuare a offrire letture differenti a distanza di generazioni. “Dalla tutela dell’ambiente all’emigrazione, dall’attenzione alla tecnologia alla passione politica, sono stati tantissimi gli ambiti che Pascoli trattò e visse durante la sua vita e che sono ancora oggi attuali”.
Proprio la vastità degli spunti ha rappresentato una delle prime difficoltà nella costruzione del programma. “Siamo partiti con moltissime idee – racconta la curatrice – perché gli spunti offerti dall’opera e dal pensiero di Pascoli sono davvero tantissimi. A un certo punto abbiamo dovuto fare una selezione, altrimenti il rischio era quello di costruire un calendario praticamente infinito”.
Grazie anche alla collaborazione sviluppata negli anni e alla sinergia con la Fondazione Campus, il festival ha potuto coinvolgere studiosi, scrittori, artisti e divulgatori, costruendo cinque incontri nei quali Pascoli viene messo in relazione con linguaggi e questioni contemporanee.
Tra gli accostamenti più sorprendenti c’è quello con l’era digitale e l’intelligenza artificiale. “Non avrei mai pensato, prima di lavorare a questo festival, di poter accostare così direttamente Pascoli a un argomento tanto contemporaneo – ammette Moscardini -. Eppure il collegamento è molto interessante”.
Un tema che sarà affrontato il 14 novembre con Alessio Carciofi, esperto di digital detox. “Già ai suoi tempi – racconta Moscardini -, Pascoli aveva avvertito il peso di una società sempre più modernizzata ed estraniante. La sua scelta di trasferirsi a Castelvecchio può essere letta anche come il desiderio di allontanarsi da una realtà sempre più finta e soffocante, per ritrovare nella solitudine e nel rapporto con la natura uno spazio di equilibrio”.
Prima ancora, il 7 novembre, sarà protagonista Giuseppe Piccioni, regista del film girato tra San Mauro Pascoli, Barga e Castelvecchio Pascoli. Il calendario proseguirà poi il 21 novembre con Alba Donati e Roberto Calaverni, per concludersi il 3 dicembre con Massimo Vincenzini.
A sottolineare il valore del progetto è anche Maria Bruna Caproni, presidente della Fondazione Giovanni Pascoli: “Sono orgogliosa di questo festival culturale – afferma -. È un’esperienza nuova e molto interessante. Vedere tante persone partecipare a queste iniziative proprio qua, nel luogo dove Pascoli ha vissuto e dove ha trovato ispirazione per la sua poetica, ci riempie il cuore di gioia”.
Caproni ha voluto inoltre ringraziare la Fondazione cassa di risparmio di Lucca e la Regione Toscana “che ci sostengono in questa iniziativa e hanno dato fiducia al nostro progetto”, insieme a tutte le persone che hanno collaborato alla sua realizzazione.
Un sostegno, quello economico, tutt’altro che secondario per una realtà come la Fondazione Pascoli. “Per noi questi contributi sono ossigeno – sottolinea Sara Moscardini –. La Fondazione è un ente senza scopo di lucro e non dispone di entrate dirette. Il contributo delle realtà private e pubbliche è quindi indispensabile per poter realizzare iniziative come questa”.
I finanziamenti permettono non soltanto di costruire un programma di qualità, ma anche di restituire valore culturale all’intero territorio.
Proprio su questo aspetto si è soffermato il consigliere regionale Vittorio Salotti, presente alla presentazione del festival a Firenze: “Casa Pascoli è un patrimonio di straordinario valore, che appartiene alla storia e alla cultura della Toscana – osserva -. Ma un patrimonio non deve essere soltanto custodito: deve essere vissuto, raccontato e continuamente rimesso in dialogo con il presente”.
Secondo Salotti, proprio questa capacità rappresenta il valore principale di “Pascoli sempre nuovo”: “Il festival dimostra che Pascoli non è soltanto un grande poeta del passato, ma un autore ancora capace di parlare al nostro tempo, affrontando questioni attuali come l’intelligenza artificiale, l’ambiente, l’evoluzione del linguaggio e il rapporto tra uomo e tecnologia”.
Da qui anche l’importanza del contributo regionale di 10mila euro. “È un segnale concreto di attenzione verso la Valle del Serchio e verso una cultura che non deve concentrarsi esclusivamente nelle grandi città – continua Salotti – ma deve trovare nei territori occasioni di crescita, partecipazione e sviluppo”.
Per il consigliere regionale, investire su Casa Pascoli significa inoltre aumentare l’attrattività culturale e turistica di Castelvecchio, Barga e dell’intera Valle del Serchio. “La cultura è un elemento fondamentale per la qualità della vita e per lo sviluppo dei nostri territori”.
E mentre la prima edizione è ancora in corso, a Casa Pascoli si guarda già avanti. “L’intenzione è proprio quella di trasformare ‘Pascoli sempre nuovo’ in un appuntamento annuale – anticipa Moscardini -. Al termine di questa prima edizione faremo le nostre valutazioni, ma abbiamo già iniziato a pensare al programma del 2027”.
Ci sarebbero già alcune idee e persino le prime disponibilità da parte di due volti molto conosciuti della divulgazione culturale, particolarmente seguiti anche sui social. “Insomma – conclude Moscardini – i nostri cantieri sono sempre aperti”.
Un festival nato quindi per continuare a interrogare il Poeta. Questa è davvero la forza dei classici: restare gli stessi e, contemporaneamente, riuscire a raccontarci qualcosa di diverso ogni volta che torniamo a leggerli.