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Redazione
ANNO XIVdomenica 25 Ottobre 2026
intervista

A Lucca il festival che unisce economia e spiritualità. Poggi: “Due mondi apparentemente lontani, ma che dialogano”

Francesco Poggi, economista, docente universitario, è il fondatore del Festival Economia e Spiritualità che ieri ha inaugurato la decima edizione a Lucca, presso l’auditorium cappella Guinigi IMT – complesso San Francesco, dove è stato presentato anche il manifesto “Non in nostro nome”, firmato da migliaia di docenti e intellettuali, contro il rischio di una guerra globale.

Docente di storia del pensiero economico, teorie delle imprese e dell’organizzazione presso il dipartimento di economia e presso il corso di laurea in economia e legislazione dei sistemi logistici dell’università di Pisa, dal 2016 dirige la rivista nazionale accademica “Nuova Economia e Storia” mentre sono circa 40 le pubblicazioni tra monografie, saggi e articoli su riviste internazionali.

Poggi è stato sindaco del comune di Borgo a Mozzano dal 2004 al 2014 e consigliere e assessore dal 1995 al 2004. Ha ricoperto il ruolo di consigliere di amministrazione di MPS Capital Services, banca d’affari del Gruppo Monte dei Paschi e di consigliere di amministrazione della scuola di dottorato IMT (Fondazione Lucchese Alti Studi) e della Fondazione Universitaria Campus.

Dal 1990 lavora per Banca del Monte di Lucca, poi per Bper (Banca popolare dell’Emilia Romagna). È l’ideatore del Teatro di Verzura di Borgo a Mozzano, di Officina Verzura presso lo Spazio Salvetti di Saltocchio e, appunto, del Festival Economia e Spiritualità che, dal 2016, si tiene tra Lucca, Prato, Scandicci, Capannori e Pisa, con importanti ospiti, tra cui Battiato, Cottarelli, Cristicchi, Pupi Avati, Claudia Koll, Stefano Mancuso, Vinicio Capossela e tanti altri.

Dottor Poggi, come è nata l’idea del festival?

“L’incontro con p. Guidalberto Bormolini, monaco e antropologo è stato decisivo. La mia parte riguarda l’economia, la sua la spiritualità. L’obiettivo del festival è dimostrare che economia e spiritualità non sono mondi lontani, ma pilastri complementari della vita di ciascuno: uno riguarda il lavoro, il sostentamento e la famiglia; l’altro dà senso e significato alla vita. La spiritualità non va intesa solo come religione: include i rapporti personali, la giustizia sociale e l’ambiente, ed è aperta anche a chi non ha fede”.

Come si è sviluppato il festival negli anni?

“Siamo partiti nel 2016 e nel tempo ci siamo allargati a Pisa, Capannori, Scandicci, Firenze e ad altri comuni minori. Abbiamo ospitato grandi nomi. Quest’anno, in occasione della decima edizione, il tema è “Le vie della pace: ecologia integrale. Sviluppo civile, autodeterminazione dei popoli”. L’attenzione è sulla pace, sulla giustizia, sull’ecologia profonda e sullo sviluppo civile ed economico dei popoli, con particolare riferimento al diritto all’autodeterminazione, come nel caso del popolo palestinese. I relatori provengono da tutto il mondo e alcuni hanno esperienza diretta in Medio Oriente”.

Quali eventi sono previsti per le prossime settimane?

“Continueremo con un incontro straordinario ad Assisi per celebrare gli 800 anni del Cantico delle Creature di San Francesco. A novembre avremo eventi a Pisa all’università e attività dedicate ai giovani, tra cui un approfondimento sull’economia nel mondo del fantasy, con Tolkien e il “Signore degli Anelli”, per osservare come funzionano le economie in grandi opere narrative. Il 5 dicembre saremo a Borgo a Mozzano e concluderemo a Lucca il 6 dicembre con il professor Stefano Zamagni, ex presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che parlerà di ecologia integrale e sviluppo civile”.

Il festival è frutto di collaborazioni con altre istituzioni?

“Io rappresento il braccio dell’economia e il monaco quello della spiritualità. Abbiamo avuto subito il sostegno del sindaco di Lucca dell’epoca e delle fondazioni bancarie lucchesi, come la Cassa di Risparmio e Fondazione Banca del Monte di Lucca. Ieri siamo stati ospitati dall’IMT di Lucca, con il professor Amos Bertolacci, che insegna storia della filosofia medievale, con ospite il professore Franco Cardini, della Scuola Normale Superiore di Pisa, in dialogo con Amos Bertolacci e Gianluca Lorenzetti, ricercatore dell’Università di Perugia. Il professor Cardini è uno dei massimi esperti del mondo arabo e ieri è stato affrontato il tema del rapporto tra Islam e mediterraneo”.

Il festival si fonda quindi su due pilastri: l’economia e la spiritualità, che non sono distanti, ma fondamentali nella vita di ciascuno. Sostengono il lavoro, la famiglia e la società, e aiutano a dare senso e significato alla nostra quotidianità.

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