L’arte possiede la straordinaria capacità di farsi voce dell’anima, superando ogni barriera per raccontare la dignità e la bellezza dell’unicità umana.
La mostra di pittura e scultura intitolata “Nuovi Orizzonti”, allestita nelle suggestive sale storiche di Palazzo Carli nel borgo di Sillico – inaugurata il 12 settembre e visitabile fino al 25 ottobre –, vede come protagoniste due sorelle: Veronica Fanani e Melissa Fanani. Due giovani promesse dell’arte locale, rientranti nella sfera della neurodivergenza e recentemente diplomate al Liceo Artistico di Lucca.
L’evento, organizzato con il coordinamento generale di Mario Bonini e l’accoglienza di Mauro Puppa, rappresenta la prima vera prova espositiva ufficiale. Non solo concepita come vetrina artistica, ma come un vero e proprio trampolino di lancio verso un futuro di autonomia e affermazione professionale. L’esposizione offre ai visitatori un percorso emotivo intenso e suggestivo, in cui le opere dialogano armoniosamente con gli spazi storici del palazzo. Un elemento di notevole interesse risiede nella straordinaria padronanza tecnica raggiunta dalle due autrici nei rispettivi linguaggi espressivi.
Il titolo stesso dell’esposizione ne racchiude la cifra progettuale ed esistenziale. “La scelta della denominazione Nuovi Orizzonti – precisa il curatore Pier Alessandro Fossati – nasce dal fatto che, conclusi gli studi superiori, le due autrici hanno scelto di dedicarsi con passione alla pittura e alla scultura; questo primo evento pubblico rappresenta il punto di partenza di un percorso orientato al futuro”.
Melissa Fanani eccelle nell’uso della penna Bic nera; la sua produzione spazia da mondi fantastici – popolati da cavalieri e draghi – a scenari di rara poesia. A completare la sua ricerca figurativa si affiancano alcune sculture in terracotta. Veronica Fanani orienta invece il proprio lavoro verso la matita e il carboncino. Il suo tratto iperrealistico genera una profonda suggestione visiva; l’attenzione ai particolari appare millimetrica, dai riccioli dei capelli alle lentiggini sul volto. A arricchire questa dimensione interviene la reinterpretazione personale dei grandi classici, tra cui spicca il celebre richiamo all’opera di Edvard Munch.
La presentazione ufficiale dell’evento è stata curata dallo stesso professor Fossati; la riflessione ha toccato le corde più profonde del pubblico. Il docente ha raccontato di come l’incontro con le ragazze e l’osservazione dei visitatori abbia trasformato l’iniziale tensione in un radioso sorriso di sollievo e condivisione: “Queste opere – dichiara il curatore – ci insegnano che si può superare il proprio dolore e le proprie difficoltà attraverso l’arte”. Il messaggio principale voluto per il pubblico è che, al di là delle difficoltà di salute, si può arrivare ad alti livelli grazie a un percorso di inclusione reale, esattamente come avviene per tutti gli altri artisti.
La mostra si conferma così non soltanto come un’esposizione figurativa di alto livello, ma come un ponte teso verso la comunità e la prova tangibile che, quando si aprono spazi di reale ascolto e valorizzazione, il talento sa sempre trovare la strada per volare.










