È scomparso, dopo una breve malattia, Eugenio Ferrari, conosciuto da tutti come “il Ferrarino” e ricordato con sincero affetto da tante persone a Corsagna e a Borgo a Mozzano.
Eugenio è morto nel comune di Castellarano, dove risiedeva negli ultimi anni e dove aveva trascorso una parte importante della sua vita insieme alla famiglia.
Era cresciuto, si può dire, a Corsagna, il paese che aveva segnato la sua infanzia, la sua giovinezza e i suoi primi legami più profondi. Qui era conosciuto da tutti e qui il suo nome è rimasto legato a tanti ricordi. La sua infanzia era stata segnata molto presto da un grande dolore: aveva soltanto sei anni quando morì la sua mamma. Il padre, che in paese tutti chiamavano semplicemente “Ferrari”, come il cognome della famiglia, si era poi risposato con Paolina Barsanti. Paolina accolse Eugenio e lo crebbe come un figlio vero e proprio. Gli donò affetto, presenza e quella premura quotidiana che può nascere soltanto da un amore autentico. Per Eugenio fu una figura materna vera, capace di accompagnarlo nella crescita e di stargli accanto con la dedizione di una madre.
Negli anni Sessanta Eugenio si mise particolarmente in evidenza come calciatore nelle file del Gruppo Sportivo Borgo a Mozzano.
Giocava nel ruolo di stopper, come veniva chiamato allora il difensore incaricato di marcare da vicino gli attaccanti avversari. Era un giocatore bravo, forte e affidabile, capace di distinguersi per il suo impegno, il suo carattere e le sue qualità sportive. A Borgo a Mozzano sono ancora molti coloro che lo ricordano come uno dei protagonisti di una bella stagione calcistica, negli anni del Trofeo Roberto Strulli, quando il Gruppo Sportivo Borgo a Mozzano riusciva a far appassionare e sognare tanti tifosi.
Ma Eugenio non fu soltanto un bravo calciatore. Lo sport rimase una delle grandi passioni di tutta la sua vita. Partecipava alle marce e alle competizioni podistiche, affrontando anche numerose maratone organizzate in diverse città italiane. Questa passione raccontava bene la sua tenacia, la sua forza di volontà e la capacità di affrontare ogni traguardo con impegno e determinazione: le stesse qualità che lo avevano accompagnato fin dagli anni della giovinezza.
In seguito Eugenio lasciò Corsagna e si trasferì in Svizzera, dove visse e lavorò per alcuni anni insieme alla moglie Sara, anche lei originaria del paese. Successivamente la famiglia si stabilì prima a Sassuolo e poi nel territorio di Castellarano, dove Eugenio ha vissuto l’ultima parte della sua vita.
Nonostante la distanza, il legame con Corsagna e con Borgo a Mozzano non si interruppe mai. Eugenio continuò sempre a sentirsi parte di quella comunità e a seguire con interesse ciò che accadeva nel paese, nel comune e in tutta la Valle del Serchio. Quando esisteva il periodico Il Ponte del Diavolo, ne era un assiduo lettore. Negli ultimi anni seguiva invece con attenzione La Gazzetta del Serchio, attraverso la quale continuava a ricevere notizie da Borgo a Mozzano, da Corsagna e dal territorio al quale era rimasto profondamente affezionato.
Quando tornava insieme alla moglie Sara e, negli anni, con i figli Rossella e Andrea, Eugenio ritrovava gli amici, i conoscenti e i luoghi della sua giovinezza. Corsagna continuava a vivere dentro di lui. Era il paese dei ricordi, delle amicizie, del calcio, delle prime esperienze e di una parte importante della sua storia personale. Borgo a Mozzano restava il luogo delle sue imprese sportive e delle tante persone che non lo avevano mai dimenticato.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo dolore in quanti lo avevano conosciuto e conservavano di lui un ricordo sincero e affettuoso. Alla moglie Sara, ai figli Rossella e Andrea, ai nipoti, alla sorella Gemma e a tutti i familiari giungano le più sentite condoglianze e la vicinanza di quanti ancora oggi ricordano Eugenio con affetto. Un pensiero particolare viene rivolto da Giovanni Risoli di Borgo a Mozzano, suo carissimo amico, che ha conservato nel tempo un legame profondo con Eugenio e che ha gentilmente fornito la fotografia che accompagna questo ricordo.
Ciao Eugenio. Rimarranno il ricordo della tua giovinezza a Corsagna, le domeniche di calcio a Borgo a Mozzano, la tua grande passione per lo sport e quell’attenzione costante con cui, anche da lontano, continuavi a seguire la vita della tua terra. Il tempo e la distanza non cancellano i legami veri. E il ricordo del “Ferrarino” continuerà a vivere nel cuore della sua famiglia, degli amici e di tutti coloro che gli hanno voluto bene.
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Addio a Eugenio Ferrari, “il Ferrarino”
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