Un pomeriggio all’insegna della cultura, della memoria storica e del prestigio artistico barghigiano sabato, alla Fondazione Ricci di Barga, grazie all’incontro organizzato in collaborazione con Unitre Barga e l’Istituto storico lucchese – sezione di Barga e con il patrocinio del comune di Barga.
E’ Maria Lammari, presidente di Unitre, che ha espresso gratitudine alla fondazione Ricci per l’ospitalità e per la possibilità di proseguire il ciclo di incontri culturali:
“Oggi entriamo nella nostra storia medicea, tra le glorie barghigiane conservate grazie ai beni tramandati dai Medici. Un momento prezioso per riflettere sulle nostre radici.”
Ha poi preso la parola Cristiana Ricci, presidente della fondazione, per presentare l’ospite della giornata: la dott.ssa Maria Pia Baroncelli, vicepresidente della fondazione Ricci dal 2021, studiosa di storia dell’arte medievale e moderna, esperta di ricerca storico-archivistica e autrice di numerose pubblicazioni sul patrimonio documentale e artistico del territorio barghigiano.
La dott.ssa Baroncelli ha guidato il pubblico in una coinvolgente conferenza dal titolo:
“Collezionismo e arte celebrativa nel 1550: le committenze di Ferdinando de’ Medici allo scultore Pietro Simoni da Barga e all’umanista Pietro Angelio.”
Un percorso colto e approfondito, iniziato con la nascita del collezionismo nell’antica Roma, i suoi legami con la cultura greca e l’evoluzione del concetto di raccolta artistica fino al Rinascimento, dove le famiglie nobili e le corti papali avviano le prime grandi collezioni private.
Al centro dell’incontro, la figura di Ferdinando de’ Medici, cardinale e poi Granduca di Toscana, raffinato mecenate e collezionista, e il suo rapporto con due illustri barghigiani:
Pietro Angelio Bargeo, umanista e letterato, autore dell’impianto iconografico della Sala degli elementi e della Stanza delle muse a Villa Medici a Roma.
Pietro Simoni da Barga, scultore rinascimentale, autore di numerose repliche in bronzo di statue classiche, conservate oggi agli Uffizi e al museo del Bargello, raffiguranti satiri, gladiatori, figure mitologiche come Ercole e Bacco.
Attraverso immagini proiettate e documenti, la Baroncelli ha tracciato una linea diretta tra il patrimonio culturale barghigiano e le grandi famiglie rinascimentali italiane, mettendo in luce l’importanza di due figure locali che hanno contribuito a disegnare il paesaggio artistico dell’epoca medicea.
Un evento che ha saputo coniugare il rigore della ricerca con il piacere della scoperta, confermando il valore della Fondazione Ricci come custode della memoria e motore culturale per il territorio.
Un incontro che ha lasciato il segno, richiamando un pubblico attento e partecipe, e che conferma quanto la storia locale sia profondamente intrecciata a quella delle grandi corti italiane. Momenti come questi offrono l’occasione non solo per imparare, ma anche per riscoprire il valore e l’identità di una comunità, partendo da ciò che essa ha saputo custodire nei secoli.
Foto di Nicola Tognetti









