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Redazione
ANNO XIVsabato 24 Ottobre 2026
borgo a mozzano

Alla Rocca gli alpini ricordano i caduti: dalla memoria un messaggio di pace

Una piccola chiesa, le penne nere, i labari e le note della banda. Si è rinnovato questa mattina, alla Rocca di Borgo a Mozzano, il tradizionale appuntamento dedicato al ricordo dei caduti e dispersi di tutte le guerre.

La cerimonia, promossa dal Gruppo Alpini di Borgo a Mozzano, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e della Misericordia, ha avuto il suo momento centrale alle ore 11 con la Santa Messa celebrata da don Francesco Maccari.

Presenti il sindaco Patrizio Andreuccetti, gli Alpini, le associazioni d’Arma, numerose realtà del territorio e tanti cittadini. A fare da cerimoniere è stato il governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, Gabriele Brunini, mentre la Merciful Band ha accompagnato con la musica i momenti più solenni.

Il pensiero è andato agli Alpini caduti e dispersi e, più in generale, a tutte le vittime delle guerre. Un ricordo che, inevitabilmente, ha rivolto lo sguardo anche al presente e ai conflitti che ancora oggi provocano morte e sofferenza in tante parti del mondo.

Su questo si è soffermato anche il sindaco Patrizio Andreuccetti, che ha riassunto il significato della mattinata con un’espressione semplice: «Il “Noi” davanti all’“io”». Un invito a condividere i valori della comunità e a trasmetterli alle nuove generazioni, costruendo una cultura di pace che parta dai nostri piccoli paesi e dai rapporti quotidiani tra le persone.

La chiesetta di Rocca ha origini antiche. Nel 1983 fu completamente restaurata dagli Alpini di Borgo a Mozzano e divenne un luogo dedicato alla memoria dei caduti. Da allora, ogni prima domenica di settembre, questa tradizione si rinnova.

Tra i presenti anche Aldo Agostini, novantenne dallo spirito indomito, Roberto Andreuccetti e il sindaco che voluto ricordare nel suo messaggio di ringraziamento insieme agli Alpini e alle associazioni intervenute.

Un grazie particolare va anche alle persone di Rocca, che con disponibilità e discrezione contribuiscono alla riuscita della giornata, e in particolare a Bruno Papera e alla moglie Simonetta Pucci, da sempre vicini a questo appuntamento.

Oggi i testimoni diretti di quelle guerre sono ormai quasi tutti scomparsi. Il compito di custodirne il ricordo è passato alle generazioni successive, perché conoscere ciò che è accaduto significa anche comprendere quanto sia preziosa la pace.

È questo il messaggio che arriva dalla piccola chiesa di Rocca: ricordare chi non tornò dalla guerra e, proprio attraverso quella memoria, continuare a scegliere la pace.

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