Ci sono melodie capaci di riportarci indietro nel tempo dopo appena poche note. Basta riconoscerne le note per ritrovarsi davanti a un ricordo, a un film amato, a una canzone ascoltata centinaia di volte. È questo il viaggio che la Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Castelnuovo di Garfagnana ha regalato al pubblico ieri sera, al Teatro Alfieri, con il tradizionale Concerto del Tricolore: una serata dedicata agli anni Duemila, tra colonne sonore, grandi successi pop e composizioni originali per banda.
Il teatro, gremito per l’occasione, si è trasformato in una finestra sul primo decennio del nuovo millennio. Le immagini che accompagnavano il concerto hanno ricreato l’atmosfera di quegli anni, preparando il pubblico a una scaletta capace di alternare generi e suggestioni. Dalle avventure di Harry Potter a quelle dei Pirati dei Caraibi, le colonne sonore hanno portato in sala mondi fantastici e atmosfere cinematografiche, mentre le sonorità pop sono arrivate fino a un medley dedicato a Mika. Accanto ai brani più conosciuti, spazio anche alle composizioni originali per banda, a testimonianza della ricchezza di un repertorio che sa unire intrattenimento, ricerca musicale e valorizzazione delle possibilità espressive dell’organico bandistico. La Filarmonica è stata capace di accompagnare il pubblico tra sonorità e generi molto diversi, dimostrando ancora una volta la versatilità delle bande.
Il concerto del Tricolore è stato anche un momento per ringraziare chi, dentro e fuori la formazione, contribuisce a farla crescere e a mantenerla viva.Il presidente Marco Togneri e il maestro Stefano Pennacchi hanno rivolto il proprio ringraziamento ai musicisti e a tutti coloro che sostengono l’attività della “Giuseppe Verdi”. È poi intervenuto Niccolò Roni, presidente del Consiglio comunale, in rappresentanza dell’intera amministrazione, sottolineando il valore artistico e sociale della banda e ricordando anche il legame personale che da tempo lo unisce alla Filarmonica. Un rapporto che racconta come queste realtà non siano soltanto luoghi in cui si impara e si fa musica, ma anche spazi di crescita, relazioni e appartenenza, capaci di accompagnare la comunità nel corso delle generazioni.
Il momento più toccante della serata è arrivato con la consegna di un riconoscimento a quattro musicisti che, dopo tanti anni di attività, hanno concluso il loro percorso nella banda: Luigi Lombardi, Antonio Cervioni, Mauro Turriani e Silvio Marcucci. Quattro persone che hanno fatto la storia della banda per interi decenni permettendo all’associazione di crescere e diffondere bellezza. Un gesto semplice, ma carico di significato, con cui la Filarmonica ha voluto dire grazie a chi ha dedicato tempo, energie e passione alla musica. Dietro ogni nome ci sono prove, concerti, impegni, sacrifici e momenti vissuti insieme; c’è una parte di storia della “Giuseppe Verdi” che continuerà a essere presente anche ora che quei musicisti non saliranno più sul palco insieme ai loro compagni. È stato un abbraccio rivolto a chi ha contribuito a costruire ciò che la banda è oggi e un tributo a quei legami indissolubili che si sono create nella sala prove.
Un altro riconoscimento è stato consegnato a Massimo Turri, presidente dell’Associazione Autieri d’Italia, sezione Garfagnana, come segno di gratitudine per il rapporto di stima e collaborazione nato diversi anni fa tra gli Autieri e la Filarmonica. Un’occasione anche per ringraziare l’associazione per il lavoro e l’impegno che porta avanti quotidianamente, a servizio della comunità.
La serata si è conclusa tra lunghi applausi e il calore di un pubblico numeroso, che ha accompagnato la musica e condiviso le emozioni dei diversi momenti del concerto. Gli anni Duemila sono così tornati per qualche ora sul palco del Teatro Alfieri, attraverso canzoni, immagini e melodie capaci di risvegliare ricordi personali e collettivi.
Ma il ricordo più prezioso, forse, è stato quello costruito dal vivo, davanti a tutti: una comunità riunita attorno alla propria banda, capace di guardare al futuro senza dimenticare chi l’ha accompagnata fin qui.
Servizio video di Elisa Togneri


