La carne, il pensiero e la memoria: “Un Gramsci mai visto” in scena a Valdottavo. Il 10 ottobre, con inizio alle 21:15, al Teatro Colombo, il professore e storico Angelo d’Orsi porta sul palco la vita e le idee di Antonio Gramsci tra narrazione in prima persona, canti di lotta e musiche della tradizione popolare.
“Lucca contro la guerra” presenta “Un Gramsci mai visto” di e con Angelo d’Orsi, spettacolo sulla vita, l’azione e il pensiero di Antonio Gramsci. Musiche e canti della tradizione popolare con Gruppo Marcus Bostik Marco Fagioli (tuba, contrabbasso, bombardino), Costanza Diotima Bellugi (voce e chitarra), Niccolò Bosio (fisarmonica). Tecnico audio luci Danilo Cristofani. Ingresso €15 prenotazioni 347/3659574 – 340/7151418.
Rompere il recinto degli specialisti per restituire Antonio Gramsci – il pensatore italiano più studiato e tradotto al mondo dopo il XVI secolo – al grande pubblico, come bussola e punto di ancoraggio per orientarsi nelle contraddizioni del presente. È questo il cuore di “Un Gramsci mai visto”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato dal professore e storico Angelo d’Orsi,
in scena sabato 10 ottobre 2026 alle ore 21:15 presso il Teatro Comunale Cristoforo Colombo di Valdottavo.
Tratto dall’imponente lavoro biografico del Professor Angelo d’Orsi, uno dei maggiori studiosi del pensatore e rivoluzionario sardo (“Gramsci. La biografia”, Feltrinelli, di ben 800 pagine), lo spettacolo smonta il simulacro del “santo laico” del comunismo per far parlare Gramsci in prima persona. Attraverso la struttura di sette monologhi concatenati, il pubblico viene condotto in un
intenso viaggio umano, politico e intellettuale lungo i luoghi della sua vita: dalla Sardegna a Torino, dalla Russia al confino nell’isola di Ustica, dal carcere di San Vittore a quello di Turi e, infine, alla clinica di Formia e poi Roma, dove morì, lasciandoci l’immensa eredità dei “Quaderni” e delle “Lettere”.
Gramsci si svela così nella sua interezza: non solo l’uomo segnato dalla malattia e dalla solitudine della cella, ma l’educatore, il militante rivoluzionario, il dirigente politico e il pensatore a tutto campo, dotato di un rigore morale e di un’originalità di pensiero e di linguaggio eccezionale, che ha
molto da insegnarci oggi. A dare un battito profondo e viscerale alla parola di D’Orsi è l’architettura
acustica del Marcus Bostik Gruppo. La tuba, il contrabbasso e il bombardino di Marco Fagioli intrecciano la trama ritmica, la fisarmonica di Nicolò Bosio evoca nostalgia e speranza, mentre la voce e la chitarra di Costanza Diotima Bellugi danno vita a canti popolari di lotta e di lavoro della tradizione orale contadina e operaia coeva a Gramsci. La musica non è un semplice
accompagnamento, ma un co-attore che dialoga costantemente con la voce narrante di Angelo d’Orsi, che si rivela, inaspettatamente, uno straordinario attore, realizzando una vera e propria metamorfosi, davanti al pubblico.
La dimensione intima del Teatro Colombo di Valdottavo si rivela la cornice ideale per un’opera necessaria, capace di far fondere la precisione della ricerca storica con la sensibilità e la passione del teatro di narrazione.