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Redazione
ANNO XIVdomenica 4 Ottobre 2026
intervista

Autunno, la stagione della castagna. Ivo Poli: “Presidio e patrimonio identitario della Garfagnana”

Con l’arrivo di ottobre, la Garfagnana torna a respirare il suo profumo più antico: si apre infatti la stagione della castagna. Questo albero rappresenta un pilastro identitario e un presidio ecologico vitale per la montagna.

Ivo Poli, rappresentante dell’Associazione Castanicoltori della Garfagnana e dell’Associazione Nazionale Città del Castagno, è il massimo esperto locale. È lui a spiegarci come il patrimonio arboreo costituisca una ricchezza straordinaria per la nostra terra.

“Un castagneto gestito – evidenzia – è il bosco (a livello perlomeno italiano, ma penso quasi mondiale) dove esiste più biodiversità. Ne offrono un chiaro esempio i giganti secolari disposti secondo l’antico sesto matildico all’altopiano di Prato Maleta a Sillano. La cura della selva previene infatti incendi e dissesti. E sono giardini botanici – sottolinea l’esperto –, qualcosa di incredibile. Ma di questo non se ne parla”.

“​​Oltre alla tutela ambientale – osserva Poli -, la lavorazione del frutto alimenta un’economia rurale preziosa. La trasformazione nella tipica farina di neccio DOP custodisce gesti antichi — dai metati in pietra per l’essiccazione ai mulini ad acqua — capace di unire l’identità gastronomica alla sussistenza della comunità”.

“Nonostante la memoria – spiega l’esperto botanico -, cresce anche l’impatto sociale di questa risorsa: il recupero delle selve abbandonate rappresenta un’opportunità concreta per le nuove generazioni. Molte famiglie scelgono infatti di restare e investire sul territorio per contrastare lo spopolamento dei borghi”.

“Accanto alla tradizione, il settore guarda al domani – dichiara Ivo Poli -. Lo dimostrano l’innovazione tecnica — come la prova di prelievo meccanico prevista a Torrite il 7 ottobre — e la valorizzazione di un alimento privo di glutine”.

​L’importanza culturale del frutto trova conferma nella vitalità di eventi e sagre sul territorio: le castagnate di Mont’Alfonso, di Metello e di Croce di Stazzana; la “Festa d’autunno” a San Romano; la “Festa della Castagna” a Lupinaia; la tradizionale mondinata di Mologno; la “Fiera d’ottobre” a Castiglione; la “Festa della farina di neccio” a Trassilico; l’Autunno Apuano di Careggine e tante altre ancora. Così tante che sarebbe quasi impossibile citarle tutte.

​”Dopo un’ottima fioritura, gli operatori attendono fine mese per valutare la resa di quest’anno” termina Poli. La certezza, tuttavia, resta la stessa: custodire questi monumenti naturali significa proteggere l’avvenire e la memoria di questa terra.

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