Alcune storie del passato riescono a parlarci ancora oggi, soprattutto quelle d’amore. Sabato la biblioteca comunale di Bagni di Lucca ha voluto dedicare una serata proprio alla storia di due donne: Evangeline Whipple e Rose Cleveland, figure di spicco e legate da un amore profondo. Per celebrare le loro vite è stato proiettato in prima nazionale il docufilm “Evangeline e Rose” diretto da Patrizia Lazzari e Mariana Giurlani.
L’evento, ospitato dalla Fondazione Culturale Michel de Montaigne, ha trasformato la serata in un momento di memoria, cultura e riscoperta di due figure femminili straordinarie: Evangeline Whipple e Rose Cleveland, sorella del presidente degli Stati Uniti Grover Cleveland; donne che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento vissero a Bagni di Lucca lasciando un segno profondo nella comunità locale.
Il docufilm nasce da un’idea di Enrica Benedetti, ispirata dal libro “Mia preziosa e adorata – Lettere d’amore di Rose Cleveland e Evangeline Simpson Whipple”, pubblicato dalla Fondazione Michel de Montaigne nel 2021. Un’opera costruita attorno alle lettere che le due donne si scambiarono tra il 1890 e il 1918 e che raccontano non solo una relazione intensa e autentica, ma anche una straordinaria esperienza umana fatta di libertà, cultura e impegno sociale.
Ad aprire la serata è stata la presidente della Fondazione Michel de Montaigne, Agnese Benedetti, che ha sottolineato la soddisfazione per la grande partecipazione del pubblico: “Siamo lieti di ospitare questo evento perché queste due donne hanno vissuto a Bagni di Lucca e sono state figure molto importanti per la società e lo sviluppo del paese. Oggi riposano vicine nel cimitero inglese, di cui la nostra fondazione è custode”.
Il documentario alterna parti recitate a ricostruzioni storiche e approfondimenti culturali. Le attrici Michela Totino, Silvana Rossomando e Rosella Petrucci interpretano rispettivamente Evangeline Whipple, Rose Cleveland e Nelly Erichsen, accompagnando gli spettatori dentro una vicenda che intreccia amore, emancipazione femminile e filantropia. Accanto alle interpreti professioniste hanno preso parte al progetto anche diverse persone del territorio, rendendo il lavoro ancora più legato alla comunità locale.
Durante la serata sono intervenute anche le due registe, Patrizia Lazzari e Mariana Giurlani, che hanno raccontato il percorso creativo del docufilm e il desiderio di restituire voce e dignità storica a due figure femminili moderne e coraggiose. Presente anche Enrica Benedetti, che ha spiegato come l’idea del film sia nata proprio dopo aver letto il volume dedicato alle lettere di Rose ed Evangeline, intuendo la forza cinematografica e umana della loro storia.
A portare il proprio saluto anche il sindaco di Bagni di Lucca, Paolo Michelini, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, definendola “una bella occasione per il territorio”.
Particolarmente significativo il contributo della professoressa Sirpa Salenius, docente e ricercatrice che per prima ha studiato a livello letterario le lettere delle due protagoniste, riportando alla luce una storia rimasta per molto tempo ai margini. Attraverso il suo lavoro è emerso il ritratto di due donne straordinariamente moderne, capaci di vivere apertamente la propria relazione in una Bagni di Lucca di fine Ottocento che, grazie alla sua natura tollerante, seppe accoglierle senza pregiudizi.
Nel docufilm trova spazio anche il grande impegno filantropico di Rose ed Evangeline durante l’epidemia di spagnola, quando si dedicarono concretamente all’aiuto della popolazione locale. Un aspetto che restituisce ancora più forza e attualità alla loro vicenda personale.
“Evangeline e Rose” è un documentario storico che parla di territorio, libertà, memoria e amore, riportando alla luce una pagina della storia di Bagni di Lucca. Una storia che è stata proiettata nei luoghi dove ha avuto origine, ma che presto continuerà il proprio percorso partecipando a festival e concorsi nazionali e internazionali, portando con sé anche il nome e la memoria della cittadina.
Foto di Nicola Tognetti









