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Redazione
ANNO XIVgiovedì 17 Settembre 2026
corsagna

Bartolomeo Pellegrini, il ‘numero uno’ di una generazione

Ci sono persone che, fin da bambini, sembrano destinate a guidare gli altri. Non perché lo impongano, ma perché lo incarnano naturalmente.

Per noi ragazzi del 1956 di Corsagna, Bartolomeo Pellegrini è sempre stato questo: il Numero Uno. Forse perché il suo compleanno cade il 15 gennaio, e ogni anno era il primo che festeggiavamo insieme, oppure perché già allora si distingueva in tutto. Fatto sta che Bartolomeo non è mai passato inosservato.

Alla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Corsagna, quando Don Sergio doveva organizzare i chierichetti durante le funzioni religiose parlava con Bartolomeo dopo di che lui dava a ognuno di noi il suo compito. Io di solito portavo la navicella con l’incenso e aspettavo un suo cenno per aggiungerlo al turibolo.

Gli amici meno arditi avevano ruoli diversi ma fondamentali: Bruno e Franco portavano il cero, mentre Michele e Domenico servivano la messa con attenzione e rispetto. Ma il ruolo più importante, quello che teneva insieme il gruppo, era il suo. L’incenso, i tempi, i movimenti: Bartolomeo dirigeva.

Era il capo dei chierichetti, il punto di riferimento, quello a cui tutti guardavamo per capire cosa fare. Già allora si intuiva la sua naturale capacità di guidare gli altri.

Alle feste parrocchiali e alle sagre di Corsagna, all’albero della cuccagna, quel palo diritto e ben lubrificato che metteva alla prova forza e coraggio, Bartolomeo arrivava sempre per primo. Giovanissimo, agile e determinato, conquistava il salame o il prosciutto mentre noi lo ammiravamo come un idolo.

E come dimenticare la sagra della torta di patata, con il tradizionale percorso dei mille metri a piedi. Anche lì, chi arrivava primo e sollevava la coppa? Sempre lui, Bartolomeo. Noi amici lo sostenevamo e lo ammiravamo ancora una volta. Nei giochi dell’estate, quando costruivamo fortini e immaginavamo battaglie, il suo ruolo era scontato: il capitano. Noi gli altri, fieri di essere i soldatini, seguivamo i suoi ordini senza discutere.

Un altro aspetto importante della sua vita riguarda la fede e la religiosità. Nel mese di maggio, Bartolomeo, assieme al fratello Michele, organizzava le processioni in onore della Madonna. Recuperava quadri o statue dalla zia Maria in Postabbio e, insieme a noi ragazzi, costruiva una barella. Poi guidava il corteo che girava per il paese, portando la benedizione. Un ricordo vivo, che racconta il suo profondo legame con la comunità.

Gli anni sono passati, ma una cosa non è cambiata. Bartolomeo è diventato un affidabile idraulico. Nelle nostre famiglie, quando qualcosa non funziona, quando c’è un tubo che perde o un problema complicato, le nostre mogli dicono sempre: “Chiamiamo il Barto”. E il Barto risponde, arriva, spiega e, soprattutto, risolve il problema, con competenza e tranquillità.

E non si può dimenticare un piccolo dettaglio, che per me,  è sempre stato motivo di leggera invidia: la sua capigliatura. Bartolomeo ci tiene molto ai suoi capelli, ben tenuti, grigi e ordinati, a volte con un sottile strato di gelatina. Non ho mai mancato di fargli i complimenti per questo look così curato e riconoscibile.

Durante le nostre avventure a Venturina, emerge tutto il suo carattere. A volte resta in silenzio per ore, immerso nei suoi pensieri; altre volte anima le nostre discussioni. A pranzo o a cena osserva i piatti, li annusa attentamente e, se non sono di suo gradimento, li passa al cognato Bruno, sempre pronto a contribuire. Un gesto semplice che racconta simpatia e complicità.

Poi c’è la moto, la sua grande passione. Migliaia di chilometri macinati in primavera e in estate, attraversando l’Italia con lo stesso entusiasmo di sempre. Alla nostra età, lo guardiamo partire con un misto di ammirazione e di sana invidia.

La sua vita è arricchita da una famiglia bellissima: la moglie Lucia, compagna preziosa, e le figlie Sara e Sonia, che lo adorano e di cui va giustamente fiero. E come se tutto questo non bastasse, Bartolomeo è stato anche un ottimo batterista, con un percorso importante nel Corpo Musicale Giuseppe Verdi di Corsagna, confermando ancora una volta talento, impegno e passione.

Il 15 gennaio 2026 Bartolomeo Pellegrini compirà 70 anni. Per noi, amici di una vita, per la sua famiglia e per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, non è solo un compleanno importante. È l’occasione per ribadire ciò che sappiamo da sempre
che Bartolomeo è, e continua a essere, il Numero Uno.

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