Due vite segnate da dolore, inquietudine e talento. Due interpreti che hanno attraversato la musica, senza mai fermarsi. La voce era il loro rifugio e la loro forma di espressione.
“Billie Holiday e Mia Martini. Così lontane, così vicine”: questo il titolo del libro scritto a quattro mani da Andrea Cosimini e Ciro Castaldo, presentato ieri (2 luglio) al Bagno Leda di Viareggio da Chiara Bisconti. Tanti aneddoti, storie e interviste in un libro che fa incontrare due artiste uniche e due voci blues indimenticabili.
Di Mia Martini, nata Domenica Adriana Rita Bertè, sono emerse le sue radici jazz e blues, influenze che non l’hanno mai abbandonata, anche quando il suo percorso artistico ha spiccato il volo verso altre sonorità. Più che cantare, Mia Martini interpretava e reinventava. A volte sembrava che i brani originali esistessero solo per essere trasformati da lei. Come lo scultore con la sua opera d’arte: Mia Martini scolpiva il pezzo con la voce, rendendolo originale.
Durante la serata a Viareggio, un momento speciale ha emozionato il pubblico: la presenza di Gianna Albini – moglie del grande compositore, autore, produttore discografico e talent scout fiorentino Giancarlo Bigazzi – che ha accompagnato gli spettatori per mano nell’anima di Mia Martini, sua amica del cuore. Con lei anche Giovanni Bigazzi, il figlio di Gianna e Giancarlo, e Giorgio Dolce, il primo chitarrista di Mia Martini.
“Era una sirena del suo mare fatto di musica. Cantava qualsiasi cosa. Viveva quando cantava. La musica era la sua anima. Piena di emozioni, di voglia di dare. Simpatica, ironica, sapeva prendersi in giro”: queste le parole di Gianna Bigazzi, che raccontano non solo l’artista, ma la donna che sapeva farsi amare per la sua essenza e verità.
Dall’altro lato: Billie Holiday. A Milano, nel 1958, la diva del jazz americano si ritrova su un palcoscenico che non sa accoglierla. Il pubblico, ancora impreparato, non la capisce. Billie viene fischiata alla terza canzone. Quando la portano alla Taverna Messicana, Billie si siede al tavolo davanti e chiede una bottiglia di gin. Billie era così. Una voce senza filtri. La sua ugola ne raccontava l’identità, ma il pubblico non era ancora pronto. Muore a 44 anni, lasciando un’eredità incancellabile. Un patrimonio musicale che ancora oggi viene ricordato e ascoltato.
Due artiste, Mia Martini e Billie Holiday: dalle vite fragili, ma voci che ancora vengono ascoltate con il cuore.
Foto di Nicola Tognetti












