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Redazione
ANNO XIVgiovedì 17 Settembre 2026
reportage

Camminando per Perth, ascoltando una storia che viene da lontano: l’incontro con una famiglia aborigena

Passeggiando per le vie di Perth, nel centro come nelle periferie, si incontrano spesso persone Aborigene: famiglie, uomini e donne, soli, seduti su una panchina o in attesa di un autobus, oppure fermi a osservare il movimento della città. Sono presenze discrete ma evidenti, a volte segnate da solitudine, non sempre comprese e, talvolta, guardate con diffidenza.

Osservando e parlando con alcune di loro ho capito una cosa semplice ma fondamentale: come in ogni comunità, anche tra gli Aborigeni esistono storie diverse. Ci sono persone che si sono affermate nella vita, che hanno studiato, lavorano stabilmente, partecipano pienamente alla società australiana. E ci sono altre che vivono ancora ai margini, affrontando difficoltà economiche, problemi sociali e ferite che arrivano da lontano. Questa diversità non è un’eccezione, ma parte della realtà di ogni popolo.

Uno di questi incontri, quasi casuale, è diventato per me un’occasione preziosa di ascolto. Mi sono fermato a parlare con una famiglia aborigena del luogo. Con l’aiuto di un interprete ho potuto comprendere meglio la loro storia: chi sono, cosa fanno, come vivono nella Perth di oggi. Mi hanno raccontato dei lavori saltuari, dell’importanza della famiglia, del forte legame con la propria comunità e con la terra.

Da questo colloquio ho visto persone intelligenti, disponibili, desiderose di raccontarsi. Nessuna chiusura, nessuna ostilità: solo la volontà di far conoscere la propria storia. E questo mi ha colpito profondamente.

La famiglia appartiene al popolo Noongar, i custodi tradizionali del territorio su cui oggi sorge Perth. Gli Aborigeni australiani non sono un’unica etnia, ma un insieme di popoli differenti, presenti nel continente da oltre sessantamila anni. Ogni gruppo possiede lingua, tradizioni, leggi proprie e un profondo legame spirituale con la terra. Per loro il territorio non è una proprietà da sfruttare, ma una responsabilità da custodire. Con l’arrivo dei colonizzatori europei questo equilibrio si è spezzato. Le comunità Aborigene furono private delle loro terre e per lungo tempo escluse dai diritti civili fondamentali. Solo nel 1967, attraverso un referendum storico, furono ufficialmente riconosciuti come cittadini australiani a pieno titolo. Da allora è iniziato un percorso lento e complesso di riconoscimento e tutela.

Oggi, godono degli stessi diritti di ogni altro cittadino australiano. Esistono inoltre strumenti specifici per la tutela della cultura e per il riconoscimento del “native title”, cioè il diritto legato alle terre ancestrali. Tuttavia, tra il riconoscimento giuridico e la realtà quotidiana permane spesso una distanza significativa. Disoccupazione, difficoltà abitative, problemi sanitari e scolastici colpiscono ancora una parte consistente della popolazione Aborigena.

Eppure, ascoltando quella famiglia, ho percepito una dignità silenziosa. Non vittimismo, non rabbia esibita, ma consapevolezza della propria storia e desiderio di essere considerati parte viva della società australiana. Una storia antica che continua a camminare, spesso in silenzio, per le strade di Perth.

Salutandoli ho pensato che una città non si comprende davvero se non si ascoltano tutte le sue voci. E tra queste, quella dei popoli originari è forse la più antica, la più profonda, la più carica di memoria.

Comprenderla significa guardare l’Australia con occhi più attenti e più giusti.

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