Prosegue la collaborazione tra istituzioni per promuovere la formazione professionale di detenuti, adulti e minori, finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro.
Questa mattina a Palazzo Sacrati Strozzi la firma di due intese, che rinnovano i protocolli sottoscritti nel 2022 grazie ai quali in questi anni circa 850 persone ristretta negli istituti penitenziari del territorio regionale hanno acquisito o rafforzato le proprie competenze durante l’esecuzione della pena.
A sottoscrivere gli accordi Regione Toscana, il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria Toscana Umbria, il Centro per la Giustizia Minorile per la Toscana e l’Umbria, Arti (Agnzia regionale toscana per l’impiego), l’Ufficio scolastico regionale della Toscana, la Rete toscana dei Centri provinciali di Istruzione per gli Adulti.
“Diamo continuità ad una esperienza che in questi anni ha avuto buon esito”, ha commentato il presidente Eugenio Giani, in occasione della conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze per presentare il rinnovo dei protocolli di intesa. “A maggior ragione di fronte ad una situazione carceraria drammatica, – prosegue – è nostro dovere contribuire a rendere effettivo il principio costituzionale della funzione rieducativa della detenzione e dell’esecuzione della pena. Su questo piano, lavoro e formazione rappresentano strumenti fondamentali per contrastare fragilità e i rischi di recidiva”.
“La sfida adesso è rafforzare la collaborazione migliorando gli interventi, non limitandosi a garantire apprendimento permanente e successo formativo, ma anche reali prospettive di inserimento occupazionale”, ha spiegato l’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi in conferenza stampa, confermando metodo e strumento di finanziamento utilizzati finora per realizzare i progetti: “In base agli accordi, programmeremo con tutte le amministrazioni coinvolte alcuni avvisi che saranno cofinanziati dalle risorse comunitarie dell’Fse plus 21-27”.
Frutto delle precedenti intese infatti furono due avvisi finanziati che generarono 24 progetti di formazione. I progetti, avviati nel corso del 2024, furono sviluppati tramite interventi di formazione professionale di durata media e breve, sia per gruppi sia a carattere individuale/individualizzato, negli istituti penitenziari e negli istituti penali minorili. Dai due nuovi accordi, analogamente al passato, deriveranno altrettanti avvisi per progetti formativi di durata annuale in pubblicazione entro la fine dell’anno. Con la prosecuzione dell’esperienza, si punta ad estendere i percorsi anche a giovani in esecuzione di misure penali esterne e potenziare le occasioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel periodo successivo alla fine della pena. In particolare per i minori verranno messi in campo interventi diversificati e flessibili finalizzati al rafforzamento delle competenze trasversali (formazione formale con rilascio di attestazioni e non formale tutoraggio, accompagnamento e attività laboratoriali). Nonostante manchino pochi mesi alla fine del ciclo di programmazione dei fondi europei 21-27, la Regione ha comunque assicurato un budget di 1 milione e mezzo di euro attraverso il Fondo sociale europeo plus.
“L’Accordo firmato oggi – ha dichiarato il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana Silvio Di Gregorio, presente all’incontro con la stampa – conferma la collaborazione istituzionale tra l’Amministrazione Penitenziaria e la Regione Toscana già espresso nel 2010 con il Protocollo siglato il 27 gennaio di quell’anno tra Ministero della Giustizia e Regione Toscana. In particolare l’Accordo è perfettamente coerente con quanto sottoscritto nel Protocollo di materia di formazione professionale e lavoro dove è sottolineato un impegno comune nel ‘favorire le attività di formazione professionale tese ad assicurare uno stretto raccordo tra i percorsi di formazione professionale promossi a favore dei condannati e le reali esigenze occupazionali del mercato del lavoro della regione’”.
Soddisfazione per il rinnovo è stata espressa dal direttore del Centro per la Giustizia Minorile della Toscana Paolo Gabriele Bono, che a Palazzo Strozzi Sacrati ha affermato: “In continuità con la passata edizione, l’accordo potrà assicurare, anzitutto alle e ai minori e giovani ospiti degli Istituti Penali Minorili di Firenze e Pontremoli, una formazione professionale qualificata e certificata, oltre a prevedere analoga opportunità anche per le e i giovani che afferiscono alla cosiddetta area penale esterna, inseriti in comunità o messa alla prova ”. “Rispetto al precedente – ha fatto notare Bono – il nuovo Accordo consentirà anche l’accesso a corsi laboratoriali non formali, con previsione di opportune azioni di tutoraggio e accompagnamento, rivolti a quella fascia di utenza minorile che non ha completato il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione. A tale proposito esprimiamo un sentito apprezzamento per l’impegno profuso dalla Regione nell’accogliere istanze e fabbisogni rappresentati dal Cgm, teso a garantire al maggior numero di utenti le medesime opportunità di formazione ed inclusione. La finalità più importante è quella di poter assicurare ai nostri ragazzi, anche attraverso l’esperienza della formazione, la possibilità di riprendere un percorso di tipo motivazionale, di maturare esperienze positive differenti dal percorso di vita che li ha portati dentro al circuito penale e di scoprire il loro potenziale”.
“La scuola – ha rilevato il direttore generale dell’Usr della Toscana Luciano Tagliaferri – deve essere un’opportunità per tutti, anche per chi sta vivendo un momento difficile: il diritto all’istruzione non si interrompe con la privazione della libertà personale, perché l’educazione è uno strumento essenziale per ritrovare fiducia in sé e costruire nuove prospettive. L’accordo rappresenta un impegno concreto delle istituzioni toscane per offrire alle persone detenute possibilità di crescita, formazione e reinserimento sociale e lavorativo, superando la frammentazione degli interventi con percorsi condivisi. Come Ufficio Scolastico Regionale vogliamo valorizzare il ruolo dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e delle scuole negli istituti penitenziari, dove il lavoro quotidiano dei docenti restituisce motivazione e riconosce capacità e talenti. L’obiettivo è collegare istruzione, formazione professionale e lavoro, perché le competenze acquisite diventino autonomia reale. La scuola da sola non risolve tutto, ma può aprire orizzonti e rendere possibile il cambiamento. Investire nel reinserimento delle persone detenute significa investire nella sicurezza, nella coesione sociale e nel futuro dell’intera comunità”.
“Siamo orgogliosi – ha detto nel corso della conferenza stampa Giovanni Raimondi, presidente della Rete Toscana dei Cpia – di rinnovare la nostra collaborazione strategica nell’ambito degli accordi con Regione Toscana, Usrt, Arti e Prap per la formazione destinata agli utenti della giustizia minorile e alla popolazione detenuta negli istituti penitenziari toscani. Crediamo fermamente che l’istruzione, la formazione e la cultura costituiscano la prima vera opportunità di riscatto e inclusione sociale per minori e adulti. Continueremo a mettere le nostre competenze educative al servizio della comunità per contrastare la recidiva e costruire un futuro di vera cittadinanza attiva”.