Con il suono della campanella puntuale, annualmente si risveglia la polemica sul caro libri. Gabriele Grazi, presidente per la Toscana e per la provincia di Arezzo del Sil, il sindacato italiani librai, che raccoglie le librerie e le cartolibrerie aderenti a Confesercenti Toscana, fa chiarezza sull’importanza del ruolo delle librerie sempre più autentici presidi sociali del territorio puntualizzando di non essere responsabili dell’aumento dei prezzi dei libri di testo.
“Non ci piace – dichiara Grazi – che la categoria sia indicata come realtà che mette in crisi i bilanci familiari, in particolar modo in un periodo storico particolarmente difficoltoso per le scuole primarie, e tenendo presente che per le primarie i libri sono gratuiti. Basta rivolgersi alle cartolibrerie convenzionate con i rispettivi comuni per usufruire del servizio. Inoltre ci sono tante librerie specializzate nell’usato,un servizio prezioso per il tessuto sociale. Sicuramente è sempre possibile migliorare la situazione attuale per le scuole superiori di primo e secondo grado, ma il nostro settore non è certo tra quelli che più grava sui conti delle famiglie. Utilizzando una famosa dichiarazione di Giangiacomo Feltrinelli vorrei anche dire che ‘il grado di civiltà del nostro paese dipenderà anche, e in larga misura, da cosa gli italiani avranno letto’, e studiato ovviamente”.
Ogni anno con l’avvio della scuola si innesca una campagna mediatica che focalizza l’attenzione sul cosiddetto caro libri, con il quale si attribuisce una cattiva etichetta ai librai e cartolibrai. “In realtà – spiega Grazi – mi sento di poter affermare di non essere i responsabili e che, se da una parte l’aumento medio annuo dei prezzi di copertina si aggira intorno al 2%, di sicuro sono sempre più risicati i margini riconosciuti ai punti vendita. Non è un caso se a livello nazionale, dal 2019 al 2025, abbiamo perso 8mila tra librerie e cartolibrerie”. Un fenomeno, questo, che non risparmia nessuna delle province toscane, in linea con il resto delle regioni italiane, così come i margini sempre più stretti, una delle principali cause della chiurosura dei punti vendita.
“I margini in 20 anni sono scesi dal 25% al 13%/15% e per questo motivo la categoria è dispiaciuta di essere additata come ‘fonte’ degli aumenti. Al contrario è importante valorizzare il ruolo che i librai e i cartolibrai hanno in ogni città e paese del territorio. Siamo infatti autentici presidi culturali e sociali. Imprenditori che amiamo il nostro lavoro, leggere e diffondere la cultura. Voglio quindi – conclude Grazi – divulgare il messaggio del presidente nazionale Sil Antonio Terzi, per dire ai consumatori e ai mezzi di informazione che quando si acquista un libro di scuola non conta solo il prezzo sul retro di copertina, conta poter contare su qualcuno che risponde, che consiglia, che risolve un problema. Un valore di cui solo chi ha una libreria sotto casa può ancora beneficiare e che, chiusura dopo chiusura, stiamo rischiando di perdere per sempre”.