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Redazione
ANNO XIVvenerdì 12 Giugno 2026
valle del serchio

Cgil: “Una raccolta firme per difendere e rafforzare il sistema sanitario della Valle del Serchio”

Fp Cgil e Cgil Lucca intervengono sulla crisi che il sistema sanitario starebbe attraversando in particolar modo sul territorio della Valle del Serchio e nelle aree montane e/o marginali del Paese.

“La riduzione negli anni delle attività erogate dalla sanità pubblica in Garfagnana – denunciano – non avviene per fatalità, ma per una precisa scelta politica. Nel 2026, però, il fenomeno ha raggiunto un livello ormai insostenibile, con medici di base che vanno in pensione senza essere sostituiti, reparti ridimensionati, servizi tagliati uno dopo l’altro”.

“Il caso simbolo di questo fenomeno nella Valle del Serchio – afferma il Segretario Generale della Cgil Fabrizio Simonetti – è la mancata sostituzione del cardiologo dell’Ospedale di Castelnuovo di Garfagnana dopo che questo è andato in pensione, e ancora non si sa se e quando la USL lo rimpiazzerà, o se il reparto di cardiologia verrà accorpato con quello dell’ospedale di Lucca. Una scelta resa ancora più incomprensibile – conclude Simonetti – dal fatto che nello stesso ospedale è attivo un servizio importante come la terapia intensiva, che sarebbe di grande utilità proprio per i pazienti della cardiologia”.

“Al cuore di questa crisi sanitaria – spiegano i sindacati – c’è la cronica mancanza di nuovi giovani medici di medicina generale, che riguarda tutta la Toscana, anche se in misura minore. A questo si aggiunge la scarsa appetibilità delle aree montane rispetto alle opportunità offerte dalle città, con stipendi poco competitivi e minori possibilità di crescita professionale in queste destinazioni. Non meno importante è la complessità delle situazioni che i medici di montagna si trovano a dover gestire, legati alla conformazione geografica, alla scarsità di servizi sul territorio e all’età avanzata dei pazienti. Il risultato è che molte persone devono percorrere decine di chilometri su strade di montagna per visite di routine”.

“È assolutamente intollerabile – afferma la Segretaria Generale della Fp Cgil Lucca Paola Freschi – che la salute di chi vive nelle aree montane o marginali conti meno per lo stato di quella di chi abita in città. Questa è una situazione paradossale, in forte contrasto con l’articolo 32 della Costituzione, che prevede un equo accesso al Servizio Sanitario Nazionale indipendentemente dalla propria collocazione geografica. Eppure le scelte effettuate dallo Stato negli ultimi anni, con pesanti tagli alla sanità, vanno proprio nella direzione di concentrare le risorse dove ci sono più utenti, più rotazione e più efficienza economica, a discapito delle aree rurali e montane che non rendono abbastanza. Ma la sanità non è un’impresa, e in questo modo non si possono raggiungere i Livelli Essenziali di Assistenza, che devono essere egualmente garantiti in tutta Italia”.

“Per queste ragioni – dichiarano i sindacalisti -, gli abitanti della Valle del Serchio e la Cgil Lucca chiedono un piano straordinario per le aree interne, che destini risorse proporzionali alle esigenze dei contesti geograficamente complessi, in modo da garantire i LEA. Per fare questo sarà necessario ripristinare un adeguato finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale, che possa offrire anche reali incentivi per i medici che scelgono di lavorare nelle aree montane, e investimenti in telemedicina e servizi territoriali per avvicinare le cure ai pazienti più fragili. Viene chiesto inoltre di garantire il mantenimento e il potenziamento dell’Ospedale di Castelnuovo, che rappresenta un presidio insostituibile per l’intera Valle del Serchio”.

A tale scopo la Cgil, assieme ad un vasto fronte di organizzazioni della società civile, ha lanciato il 15 maggio una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per difendere e rafforzare il SSN. Un’iniziativa che in solo due giorni ha raccolto 50.000 firme. Anche gli abitanti della Garfagnana possono firmare online sul sito del Ministero della Giustizia, presso le sedi Cgil o ai banchetti allestiti sul territorio.

“Il definanziamento non è un processo naturale, ma una scelta politica compiuta di anno in anno con la Legge di Bilancio – concludono i due Segretari della Cgil Lucca -e se vogliamo invertire questa tendenza, dobbiamo mobilitarci per chiedere allo Stato che, come la Costituzione prevede, il Servizio Sanitario Nazionale riceva la giusta quantità di finanziamenti, e che questi vengano ripartiti secondo criteri che garantiscano un potenziamento del sistema, ma anche un’equa possibilità di accedervi indipendentemente dall’indirizzo di residenza”.

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