Oggi ho perso una carissima amica. E faccio davvero fatica a trovare le parole giuste per ricordarla.
Maria Carmela Mazzarella, per gli amici semplicemente Ela, è stata per me molto più di una collega. Abbiamo condiviso tanti anni di lavoro alla Provincia di Lucca, progetti, problemi, confronti e soddisfazioni. Con il passare del tempo, al rapporto professionale si erano aggiunte una stima profonda e, soprattutto, una sincera amicizia.
Ela aveva un carattere forte, schietto, deciso. Diceva quello che pensava e qualche volta poteva anche sembrare dura. Ma io, che ho avuto la fortuna di conoscerla bene e di lavorare con lei, sapevo quanto dietro quella determinazione ci fossero sensibilità, umanità e una grande attenzione verso gli altri.
Era soprattutto sui temi del volontariato che ci ritrovavamo. Io arrivavo dalla lunga esperienza nella Misericordia di Corsagna ed Ela conosceva profondamente quel mondo, le associazioni, le persone che vi dedicavano tempo ed energie e il valore che rappresentavano per il nostro territorio.
Il nostro rapporto è continuato ben oltre gli anni trascorsi insieme alla Provincia di Lucca. Ci siamo ritrovati nel percorso del Centro Nazionale per il Volontariato e, successivamente, nelle esperienze legate alla Fondazione per la Coesione Sociale, continuando a confrontarci sui temi sociali, sulla disabilità e sulle necessità delle persone più fragili.
Ela, nel corso del mio cammino, è stata anche un aiuto e un sostegno. Non sempre eravamo d’accordo e, con due caratteri come i nostri, poteva capitare anche di discutere. Ma rimanevano sempre il rispetto, la stima e quell’amicizia costruita negli anni che ci consentiva di capirci anche nelle diversità di opinione.
C’è poi un progetto al quale sono particolarmente legato e che oggi, pensando a Ela, assume per me un significato ancora più profondo. A Corsagna esiste un progetto del “Dopo di noi”, con una struttura nella quale vengono accolte persone con disabilità e che ancora oggi è portata avanti dalla Misericordia.
Quella realtà è stata possibile soprattutto grazie a Ela, che fin dall’inizio condivise con me l’idea progettuale, credette nella sua importanza, la sostenne e la accompagnò con attenzione e convinzione fino alla sua realizzazione.
Questo è uno dei ricordi che oggi porto maggiormente nel cuore. Perché dietro quella struttura ci sono persone, ragazzi e famiglie, e la speranza di costruire per loro un futuro più sereno. Ela lo aveva compreso fin dall’inizio e aveva scelto di esserci.
Oggi, però, non penso agli incarichi, ai ruoli o ai titoli. Penso alle conversazioni, ai confronti, ai momenti vissuti insieme. Penso a una collega diventata un’amica, che ha accompagnato un lungo tratto della mia vita professionale e del mio impegno nel volontariato.
Quando perdiamo qualcuno con cui abbiamo condiviso tanti anni, perdiamo anche una persona che custodiva una parte della nostra storia. Ed è forse per questo che oggi salutare Ela mi fa particolarmente male.
Mi rimane la gratitudine per quello che mi ha dato, professionalmente e umanamente. Mi rimane il ricordo di una donna forte e diretta, capace di esserci quando contava davvero.
Cara Ela, abbiamo fatto tanta strada insieme. Oggi quella strada si interrompe, ma quello che abbiamo condiviso rimane.
Ti ricorderò soprattutto per quello che sei stata per me: una collega, una compagna di tante esperienze e una cara amica.
Ciao Ela.