In una litografia di Fontirossi è ritratto l’anfiteatro romano di Lucca, le case seguono l’andamento circolare delle antiche mura, creando uno scintillante scenario multicolore. Dalle finestre e dai camini escono in volo gli abitanti della Piazza che oggi non esistono più, ma che in vita hanno popolato quel quartiere.
Ispirandosi a quella originalissima litografia, anche Coreglia o alcune sue vie potrebbero essere ritratte allo stesso modo: i suoi abitanti storici che hanno dato lustro al paese e la gente semplice che ha colorato e vivacizzato la realtà coreglina potrebbero essere raffigurati come spiritelli che si librano in aria e che volteggiano liberi e felici sopra i tetti.
Se avessi il talento del pittore Fontirossi, riporterei sulla tela ciò che la mia fantasia mi suggerisce: il cielo della Coreglia che immagino dovrebbe apparire affollato di figurine in movimento, che volteggiano leggere nell’aria, oltre le case, alla ricerca di un’altra dimensione. Le raffigurerei però in modo caricaturale ed ironico, per trasmettere allegria e serenità in un’atmosfera fiabesca.
Disegnerei così il Maghetto Florio, mentre vola sulla chiesa, soddisfatto di essere riuscito a portare il suo pesantissimo carico su per le scale in cima al campanile e di aver così vinto la scommessa, anche se alcuni dicono che non gli fu mai pagato quanto gli era stato promesso; Maria di Mirra con l’immancabile sigaretta in bocca ed in mano ago e filo, che esce volando fuori dalla piccola finestra del suo laboratorio, dove era solita ricevere ed intrattenere coloro che le andavano a far visita ed ai quali talvolta, mostrava la sua casa: il salotto buono con le vecchie foto, le bambole e gli oggetti a lei più cari; il fascinoso Dott. Marchetti, nel suo impeccabile camice bianco che osserva Coreglia, con sguardo ironico e distaccato, librandosi in alto sopra il suo Ospedale ed il vecchio Dottor Coli, che lo ha preceduto nella gestione della condotta del paese, lo segue in volo, continuando a dar consigli e suggerimenti ed in alto sulle Prada Foscolino, con le sue statuine, soddisfatto nel ripensare a quante volte sia riuscito ad organizzare con successo le rassegne annuali delle fisarmoniche.
Nel cielo, sopra la terrazza dell’antico caffè Vanni, ritrarrei quei pittori, poeti o professori che erano soliti trascorrere le loro vacanze a Coreglia. Ungaretti, il pittore Carra, il commediografo Lopez…
Nei pressi del Crociale il maestro Alvaro, intento a rileggere i suoi scritti: i discorsi e le sue bellissime poesie; Dino di Rocca sull’alto della sua proprietà, continua a presidiare e controllare le antiche mura, affinché nessun ragazzo osi entrare e danneggiare le piante dell’orto; Gioi de La Penna sul bastione “in punta”, volteggia con gli spartiti in mano, cantando le sue opere liriche preferite; i due Mazzotti, Niccolao e Leonello che insieme hanno trovato la morte ed insieme vagano in cerca di pace. Talvolta di notte fanno sentire la loro presenza, passeggiando con passi lenti e cadenzati lungo i corridoi che portano alle loro vecchie camere, ma non vogliono spaventare, sono anzi ben disposti verso chi si prende cura della loro casa, conservando e custodendo con rispetto e amore tutto ciò che hanno lasciato. In via della Rocca ritrarrei Loretta con Biri, il suo cane amatissimo, mentre volteggia sopra l’orto, alla ricerca dei gatti Tito e Jack e delle sue tartarughe che sono sempre in letargo, nascoste in qualche luogo, che solo lei, forse riesce a vedere; il Piccinini, falegname e stravagante artista, che soleva incidere le sue iniziali e la data all’interno dei mobili, ora vola sulla terrazza di casa sua, portandosi dietro la borsa da lavoro; Mario Roni sulla casa di Via della Rocca, dove trascorse i duri anni della guerra ed in sua compagnia Duilio Catignani, che fu accolto in casa Roni, quando si pensava che la sua vita potesse essere in pericolo e passò la notte nascosto sotto il letto di Mario ragazzo; il Prof. Mancini, con la sua lunga barba volteggia sulle mura della Rocca dove fu accolto, nascosto e salvato dai Tedeschi che gli stavano dando la caccia.
Dipingerei Trento sulle Prada, mentre rivive il momento in cui fu colpito da una pallonata calciata dal famoso Raf Vallone, attore, a quell’e poca giocatore di una squadra di serie A, che si trovava in villeggiatura a Coreglia. La pallonata fu talmente forte che Trento cadde a terra svenuto. Omero, Pello per gli amici, vola con pennelli e colori sempre in cerca 39 di un punto da cui poter ritrarre, in modo mirabile, le case, i vicoli e gli angoli più pittoreschi. Ulisse Antonini, seduto al pianoforte, su una nuvola in alto nel cielo, perché era lui che era solito suonare, mentre gli amici ballavano nella grande sala affrescata e che, al minimo screzio, interrompeva la festa cacciando tutti gli invitati fuori di casa. Infine, Luigi Benassi, Carlin D’Aiola, Gioi de La Penna ed il Prof. Lera si ritrovano in volo, come facevano tanti anni fa, sempre a Porta a Ponte, in prossimità dell’ingresso dell’antica galleria medievale, caparbiamente ricercata ed alla fine scoperta da Gigi Benassi, ma che non poté essere esplorata completamente, come lui avrebbe voluto, per mancanza di aiuti e di interessamento delle istituzioni. Costretti ad abbandonare l’impresa, non si vogliono ancora arrendere ed ogni giorno scrutano i giovani passanti, sperando che in qualcuno di loro si accenda quella scintilla che animò il loro spirito e che li spinse a non risparmiar si e a sognare di poter un giorno provare che quel cunicolo, da loro così a lungo vagheggiato e che doveva collegare la Rocca con la Penna, esistesse veramente.
Chissà che un domani qualcuno non possa riuscire là dove loro si son dovuti arrendere: sarebbe una grande rivincita sui tanti coreglini, che allora li avevano derisi ed osteggiati! A questo punto il quadro da me immaginato è quasi finito, manca solo uno sfondo che incornici il paese, ma basterà ricorrere a quel meraviglioso ed unico skyline che va dal Forato al Pisanino ed è il background più adatto a riempire quello spazio perché quei monti sono sempre stati lì, muti spettatori dei molteplici avvenimenti che hanno segnato la storia della nostra Coreglia.