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Redazione
ANNO XIVgiovedì 23 Aprile 2026
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Credito 2025: famiglie in crescita, imprese sotto pressione

Nel 2025 il panorama creditizio nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa si è caratterizzato per una forte spinta al risparmio e alla digitalizzazione, a fronte di dinamiche produttive estremamente divergenti tra territori e settori. Mentre il sistema bancario prosegue la sua riorganizzazione territoriale con la chiusura complessiva di 19 sportelli nelle tre province, il rapporto con la clientela si sposta massicciamente sui canali digitali. Sul fronte dei prestiti, nell’anno si è poi evidenziata una marcata divergenza tra il comparto delle famiglie, in crescita, e quello delle imprese, in difficoltà, con differenze significative tra i tre territori e con le piccole attività particolarmente penalizzate. In questo contesto, il risparmio complessivo delle famiglie ha raggiunto livelli molto elevati, orientandosi verso forme di investimento più remunerative, mentre la qualità del credito ha mostrato un peggioramento in alcuni territori.

È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Istituto di Studi e Ricerche e della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, basata sui dati aggiornati della Base Dati Statistica della Banca d’Italia e di quelli della sede di Firenze.

“I dati sul credito – afferma Valter Tamburini, Presidente della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest – confermano una fase complessa per il tessuto produttivo, in particolare per le imprese di minori dimensioni, che continuano a incontrare difficoltà nell’accesso al credito. Come ente camerale abbiamo appena avviato un importante progetto per favorire sensibilizzazione e investimenti sulla responsabilità sociale. Promuovere sostenibilità ambientale, sociale e della governance non significa solo promuovere un’economia etica, ma spingere verso la competitività. Aziende sostenibili sono pronte ad affrontare i cambiamenti del mercato e dunque sono più inclini alla crescita. Per questo hanno una corsia preferenziale per l’accesso al credito, per costi e disponibilità. Questa strada sarà perseguita con convinzione incrementando anche i voucher per supportare gli interventi: dalla gestione dei rifiuti alla formazione dei dipendenti, dalle certificazioni LVG alla trasparenza delle società, fino ad arrivare al rendiconto di sostenibilità. Imprese sostenibili sono competitive e possono avere finanziamenti.”

La provincia di Lucca ha chiuso il 2025 con impieghi vivi pari a 9.732 milioni di euro, in modesta crescita dello 0,4%. La tenuta degli impieghi è stata sostenuta principalmente dal credito alle famiglie consumatrici (4.309 milioni, +3,8%), dal credito al consumo (1.378 milioni, +6,4%) e dai mutui per acquisto abitazioni (455 milioni di nuove erogazioni, +34,5%). Sul fronte delle imprese, il comparto manifatturiero ha registrato la flessione più pesante in Toscana segnando un -12% (1.648 milioni), mentre le piccole imprese sotto 20 addetti sono scese a 701 milioni (-8,4%). In positivo, il settore dei servizi ha raggiunto 3.111 milioni (+2,9%), confermando il primato regionale.

Il risparmio complessivo provinciale ha raggiunto 23.201 milioni di euro (+7,2%), con le famiglie orientate verso forme di investimento più remunerative: la raccolta indiretta è cresciuta del +16,2% (10.813 milioni), mentre i depositi sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,5%). Il risparmio pro-capite delle famiglie (46.126 euro) si colloca sopra la media di Toscana e Italia.

Sul fronte della qualità del credito si è registrato un peggioramento significativo: il tasso di deterioramento complessivo è salito all’1,48% (+0,5 punti percentuali), sopra la media regionale. Particolarmente critica la situazione delle imprese più grandi (2,20%, dall’1,07% del 2024), delle costruzioni (3,47%) e dei servizi (2,19%). In miglioramento invece la qualità del credito alle famiglie consumatrici (0,44%).

La provincia di Massa-Carrara ha registrato impieghi vivi per 3.544 milioni di euro a fine 2025 (+2,1%), con una crescita polarizzata sul comparto manifatturiero: 551 milioni (+12,1%), il miglior incremento in Toscana. In controtendenza, le costruzioni (-7,6%) e i servizi (-4,7%) hanno sofferto, mentre le imprese sotto 20 addetti sono scese a 262 milioni (-7,6%). Le famiglie consumatrici hanno raggiunto 1.784 milioni (+2,9%), con il credito al consumo in espansione del +5,8% (738 milioni) e nuove erogazioni di mutui per 128 milioni (+23%).

Il risparmio complessivo provinciale è salito a 8.513 milioni (+5,3%), con le famiglie che hanno incrementato la propria ricchezza finanziaria a 6.386 milioni (+7,3%), pur con un valore pro-capite (34.214 euro) ancora inferiore alle medie regionali e nazionali. Per la prima volta dopo diversi anni, si è registrata invece una flessione della liquidità delle imprese (-0,7% per depositi e risparmio postale), segnale di possibili difficoltà di autofinanziamento per i futuri investimenti.

La qualità del credito appare in miglioramento complessivo: il tasso di deterioramento è sceso all’1,19% (-1,0 punti percentuali), meglio della media regionale, con miglioramenti per imprese grandi, costruzioni e servizi. Fanno eccezione le attività manifatturiere (2,10%), ancora sopra la media toscana.

La provincia di Pisa ha chiuso il 2025 con impieghi vivi pari a 9.372 milioni (+0,3%). Il dato positivo è trainato dalle famiglie consumatrici (5.281 milioni, +3,5%), con il credito al consumo a 1.543 milioni (+4,8%) e i mutui casa in forte ripresa: le nuove erogazioni hanno raggiunto 751 milioni (+55,8%), il valore più alto in Toscana dopo Firenze, con un saldo finale di 3.525 milioni (+4,1%). Sul versante produttivo, i finanziamenti alle imprese sono calati del -2,5% (3.696 milioni), con i servizi in flessione del -5,5%; più incoraggianti il manifatturiero (+0,3%, 1.545 milioni) e le costruzioni (+0,6%, 395 milioni). Le imprese sotto 20 addetti restano in difficoltà (-7,8%, 720 milioni).

Il risparmio complessivo provinciale ha raggiunto 21.540 milioni (+8%), con la raccolta indiretta balzata a 9.862 milioni (+18,6%). Le famiglie hanno accumulato una ricchezza finanziaria di 16.652 milioni (+9,6%), con un valore pro-capite di 39.687 euro, lievemente sotto la media toscana e italiana. Nonostante una lieve flessione dell’indicatore complessivo (-0,1 punti percentuali rispetto al 2024), la qualità del credito a Pisa evidenzia ancora alcuni profili di attenzione: il tasso di deterioramento si è attestato all’1,85%, peggiore della media regionale e italiana. Particolarmente critica la situazione delle imprese più grandi (3,04%), del manifatturiero (3,76%) e dei servizi (3,2%). Segnali positivi solo per le famiglie consumatrici, scese allo 0,64%.

La nota completa di grafici e tabelle per ciascuna delle tre province è allegata a questo comunicato stampa ovvero scaricabile dal sito www.isr-ms.it.

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