Una quindicina di campi antimafia in varie regioni d’Italia, da Nord a Sud, e centinaia di iniziative che coinvolgeranno circa 10 mila tra bambine, bambini, ragazze e ragazzi delle scuole toscane, insieme a docenti e cittadinanza. Sono le azioni che verranno sostenute dai due bandi della Regione Toscana per la promozione della cultura della legalità democratica lanciati nei mesi scorsi e ora giunti a fine iter con la pubblicazione delle graduatorie.
In totale sono stati stanziati quasi 200mila euro: 50mila per i campi sui beni confiscati e 145mila per progetti scolastici, dai nidi alle superiori di secondo grado. I bandi sono stati promossi nell’ambito di Giovanisì, il progetto regionale per l’autonomia dei giovani. Nessuna richiesta è rimasta fuori: le risorse hanno coperto per intero i contributi richiesti da tutte le associazioni del Terzo settore ammesse.
“Investire sulla cultura alla legalità, in particolare tra i più giovani, vuol dire investire sia sul presente sia sul futuro della nostra società, favorendo la creazione di anticorpi contro il rischio che le mafie possano mettere radici”, dichiara la vicepresidente della Regione Toscana con delega alla cultura della legalità, Mia Diop, che si sofferma sul valore della concretezza dei progetti finanziati. “La legalità – spiega – non si insegna con le prediche, si costruisce con l’esperienza. Una quindicina di campi da Nord a Sud significa che i nostri ragazzi vedranno con i propri occhi cosa vuol dire togliere un bene alle mafie e restituirlo alla comunità. E con 10mila studenti nelle scuole, insieme ai loro insegnanti e alle comunità in cui vivono, la cultura della legalità entra nelle aule e esce dalle aule, fino a coinvolgere interi territori. Ringrazio le associazioni del Terzo settore che ogni giorno fanno questo lavoro con competenza e passione, la Regione continuerà a essere al loro fianco”.
Il bando “Ragazzi attivi contro le mafie” sosterrà 5 progetti, promossi da altrettante associazioni, per circa 15 campi in tutta Italia, incluse alcune località toscane dove sono presenti beni confiscati alla criminalità organizzata: Viareggio (Lu), Quarrata (Pistoia) e Donoratico (Livorno), fino alla Tenuta di Suvignano. I giovani partecipanti sono 321, impegnati in attività di solidarietà, studio e lavoro nei luoghi sottratti alle mafie, visitando o soggiornando in beni confiscati.
Sul fronte scuole, il bando per l’anno scolastico 2026/2027 finanzia 13 progetti che arriveranno in 138 istituti di tutta la Toscana, per oltre 520 classi e all’incirca 10mila studentesse e studenti. Il coinvolgimento è dall’infanzia alle superiori e non si ferma agli studenti: i percorsi si aprono a docenti e cittadinanza. Dalla conoscenza del fenomeno mafioso alla memoria delle vittime delle stragi, dalla promozione dei diritti alla cittadinanza attiva, fino al contrasto delle pratiche illegali, anche attraverso teatro, giornalismo, narrazione e laboratori partecipativi.