Alberto Comparini, Elio Gaspari e Maria Teresa Nelli rappresentavano il gruppo consiliare di minoranza nel comune di Villa Collemandina fino all’ultima legislatura, ma il loro impegno per il territorio non è terminato.
Gli ex consiglieri comunali hanno intrapreso una battaglia a tutela del monumento ai caduti di Piazza del Santo a Corfino.
“L’amministrazione vuole spostare il monumento in memoria ai caduti – esordiscono Comparini, Gaspari e Nelli -. In qualità di ex consiglieri e in rappresentanza dei cittadini, desideriamo esprimere la nostra contrarietà allo spostamento del monumento in bronzo situato sulla terrazza panoramica a Corfino. Inaugurato nel 1970 e fortemente voluto dalla comunità, che partecipò alla sua copertura economica, il monumento non rappresenta soltanto un elemento di arredo urbano ma custodisce la memoria di 14 concittadini che hanno sacrificato la propria vita per la Nazione. La cultura e la storia appartengono al Popolo e non possono essere modificate o cancellate dalle decisioni temporanee di un’amministrazione”.
“A seguito delle dichiarazioni nel consiglio comunale del 2023 circa la volontà di spostare l’opera per presunti motivi di sicurezza, da noi ritenuti da subito infondati – affermano i tre – abbiamo promosso una rigorosa ricerca storica e documentale. Tale indagine supportata da perizie strutturali redatte da ingegneri qualificati sulla stabilità della locazione è stata formalmente trasmessa nel 2024 alla Soprintendenza, alla Prefettura e all’amministrazione comunale. A distanza di tre anni dalle prime dichiarazioni di instabilità della struttura, rileviamo una profonda contraddizione. L’amministrazione non ha mai predisposto alcuna misura di limitazione, divieti o cartelli di pericolo sulla terrazza panoramica e nelle aree sottostanti. Al contrario, la vita sociale della frazione è proseguita regolarmente ospitando eventi e manifestazioni pubbliche sulla medesima superficie”.
“Per tali ragioni, chiediamo formalmente che le autorità competenti, Soprintendenza, Prefettura, Ministero della Cultura e associazioni combattentistiche, unitamente alla cittadinanza tutta, verifichino la reale veridicità delle motivazioni tecniche addotte in passato – concludono -. Chiediamo trasparenza e rispetto per le procedure di tutela dei beni storici. Qualunque sia l’esito finale di questo iter rimaniamo profondamente orgogliosi del percorso di trasparenza e legalità intrapreso a difesa del nostro patrimonio. Sentiamo la gratificazione di aver adempiuto al nostro dovere civico ed istituzionale, tutelando la memoria di chi è caduto per la nostra libertà”.