Ci sono incontri che non si limitano a riempire una pagina, ma riescono a ridisegnare i confini dell’anima; arrivando ad una profondità capace di influenzare il nostro cammino per sempre. Un percorso intimo e viscerale che Andrea Nicolosi ha voluto imprimere sulla carta.
La consapevolezza dello scrittore ha affondato le radici lontano, in un’epoca in cui il desiderio di un compagno fedele ha mosso i primi passi tra le stanze domestiche della nonna. È lì che ha avuto inizio tutto, nell’infanzia, grazie a Pallina: una gattina nera che nel 1991, alla ricerca di riparo, ha invece trovato una famiglia pronta ad accoglierla. Il primo capitolo – dell’autore e della storia – con il mondo animale.
Così, il trentunenne lucchese ha affidato alla scrittura la sua terza fatica, “Peggy – Il ritratto della felicità“, pubblicata da Maria Pacini Fazzi Editore. Questa autobiografia ha segnato una svolta fondamentale, poiché “non c’è nulla – ha precisato l’autore -, proprio niente di inventato“, ma tutto è risultato autenticamente vissuto.
Un filo logico che ha attraversato le stagioni dell’esistenza. Al centro è spiccato l’incontro con Peggy, una cagnolina adottata il 3 ottobre 2016 presso il canile di Pontetetto a Lucca. Visto il trasferimento da Lucca a Porcari, ha escogitato un “piacevole inganno” servito a vincere le resistenze familiari. L’evento ha rappresentato l’incoronazione del tanto agognato sogno di una vita intera, suggellato da una mossa diretta dell’animale: “Mi ha scelto lei – ha rammentato con emozione Andrea Nicolosi -. Mi ha visto. Ha preso la rincorsa, mi è saltata addosso e io sono caduto“.
Se i primi contatti d’infanzia hanno educato la sua sensibilità, l’arrivo della cagnolina ha segnato il suo percorso evolutivo. Accompagnandolo verso l’uomo che è oggi. L’opera ha affrontato anche le crepe più dolorose, come la scomparsa improvvisa del padre. In frangenti di tale fragilità, la vicinanza della creatura si è rivelata straordinaria. Peggy ha compiuto infatti “delle cose – ha evidenziato l’autore – che vanno veramente al di là di ogni comprensione“. Un sostegno emotivo insostituibile, capace di infondere la forza necessaria per affrontare il domani con tempra robusta.
La scrittura si è rivelata così come un esercizio terapeutico e come un manifesto di sensibilizzazione verso l’adozione responsabile. Nel ripercorrere i ricordi sulla pagina, ha riconosciuto la portata trasformativa: “Ho rivissuto tutto il percorso che ho fatto, mi dà forza – ha concluso con fermezza -. Sono orgoglioso di quello che ho fatto“.
La scelta di presentare l’opera il 3 ottobre nella sala consiliare del comune di Porcari — introdotta dal sindaco Leonardo Fornaciari —, in concomitanza con il decimo anniversario di amicizia, ha chiuso un cerchio perfetto.
In un tempo spesso distratto, queste pagine restituiscono al pubblico il senso autentico di un legame fondato su “una fiducia incondizionata, – come ha osservato Andrea – amore incondizionato, qualcosa di indescrivibile“. L’opera custodisce la promessa più vera: ricordare che la felicità, a volte, sa camminare al nostro fianco con quattro zampe e un cuore immenso.


