back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVdomenica 25 Ottobre 2026
borgo a mozzano

Dalla marcia della pace un grido: “Basta guerre, costruiamo ponti e non muri”

“Costruiamo ponti e non muri”: con questo slogan, presente in uno striscione, possiamo riassumere il senso della Marcia della Pace che si è svolta questo pomeriggio a Borgo a Mozzano. Un’iniziativa ideata dal Comitato Ambiente e Salute di Diecimo, sempre attivo su temi che riguardano da vicino il territorio ma che stavolta ha voluto alzare il livello di attenzione su una tematica fortemente (e tristemente) di attualità. Un’iniziativa civica, senza colori e bandiere di natura politica o ideologica e così è stata: la Marcia della Pace ha riscosso una bella partecipazione da parte della comunità, con tante famiglie, bambini, associazioni. Presente l’amministrazione comunale a partire dal sindaco Patrizio Andreuccetti e buona parte del consiglio, e il comune di Barga rappresentato dal consigliere delegato Filippo Lunardi.

Significativo il percorso della Marcia, partito dai bunker della Linea Gotica e terminato al Ponte del Diavolo, due luoghi simbolo del territorio comunale. Nel mezzo, diverse tappe in altrettanti luoghi simbolo dove si sono succeduti gli interventi di alcuni relatori. Persone diverse, sensibilità e storie diverse ma accumunate dal ripugno per la guerra e dall’auspicio di costruire ponti e non muri. A coordinare gli interventi, Maria Lotti, una delle principali ideatrici della giornata. Alla partenza il sindaco Patrizio Andreuccetti è intervenuto per sottolineare l’importanza di simili manifestazioni: “Ho avuto il piacere di partecipare negli ultimi giorni a diverse manifestazioni e credo che il momento richieda un grande sforzo collettivo anche qua a Borgo a Mozzano, per parlare di pace, è importante costruire ponti e non muri, aiutare le nostre comunità a stare insieme, nel dialogo, nella condivisione. Sappiamo che sono ancora troppe le guerre, anche quelle di cui non si parla: vi sono in particolare due conflitti che seguiamo con attenzione, Ucraina e Palestina. Di fronte a tutto questo non possiamo restare in silenzio: mi auguro che si giunga ad una pace giusta per il popolo ucraino. In merito alla striscia di Gaza, spero che quello stato di cose termini e si possa trovare un equilibrio con due stati”.

A questo punto, è partito il corteo, guidato dai mezzi della Polizia Municipale e della Misericordia di Borgo a Mozzano. In piazza della Stazione la prima sosta per l’intervento del Governatore della locale Misericordia Gabriele Brunini: “Saluto a nome della Misericordia questa marcia che vede il coinvolgimento di tante associazioni, istituzioni e cittadini. Sono iniziative importanti in un mondo in cui parole come democrazia e dialogo sono più lontane, dove nel mondo ci sono 60 conflitti nel mondo. Siamo alla terza mondiale combattuta a pezzi. Bisogna che i cuori degli uomini, in particolare dei potenti, si aprano al dialogo. Le Misericordie d’Italia si sono attivate in questi mesi per la pace e gli aiuti umanitari a Gaza, distribuendo aiuti di prima necessità alla popolazione. Israele non può non riconoscere lo stato di Palestina e i palestinesi devono riconoscere l’esistenza dello stato di Israele. Il popolo ebraico deve uscire al tunnel della guerra”.

Seconda sosta di fronte al palazzo comunale, dove è intervenuto con una lunga disamina sulla problematica del riarmo, Leonardo Mazzei del “Fronte del Dissenso”: “Ci troviamo già nel contesto della terza guerra mondiale. Il concetto della guerra a pezzi era sostanzialmente giusto. Le preoccupazioni di queste giorni sono per la Palestina, per le sofferenze di un popolo iniziate quasi un secolo fa. Si dice che siamo contro riarmo, ma viviamo in un contesto come l’Unione Europea che ha approvato il piano di riarmo. Saranno aumentate le spese militari in una maniera senza precedenti storici: in Italia passeremo da 35 miliari di spesa militare a 110 miliardi, il 5% del Pil in più, mentre per la sanità spendiamo il 6,5%. La Germania ha messo in programma di spendere 900 miliardi in spesa militare nei prossimi 5 anni, hanno presentato un disegno di legge per rafforzare gli eserciti. C’è l’idea di arrivare ad una guerra generalizzata, è scritto nei documenti ufficiali dell’Unione Europea. C’è una parte che non vuole sentire parlare di trattative, le classi dirigenti ci stanno portando alla rovina. Possiamo ancora impedire di arrivare al peggio, c’è ancora tempo ma dobbiamo impegnarci tutti”.

Lungo il paese, altre persone si sono unite al corteo che ha effettuato la terza sosta alla chiesa di San Jacopo, con alcune letture da parte del Consiglio Pastorale. Nuova sosta alla chiesa di San Rocco, dove i bambini della Scuola Civica di Musica hanno allestito un piccolo spettacolo e recitato una poesia. Successivamente il corteo ha proseguito fino a Piazza Pascoli dove Lino Paoli della Comunità di Sant’Egidio ha parlato di pace e condivisione. Ultima tappa, il Ponte del Diavolo, luogo iconico del comune,con la preghiera di Don Alessandro Bertolacci. Il corteo è poi ritornato sul proprio percorso fino alla sala delle feste e nel centro del paese.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Politica