A Gaza il tempo si è fermato, ogni giorno che passa è la replica di un orrore scandito dall’eco insopportabile dei bombardamenti israeliani che colpiscono indistintamente distruggendo ospedali, case, scuole, mercati. Un assedio totale che ha condotto la popolazione di Gaza allo stremo con la mancanza di elettricità, acqua, cibo e medicine: ciò che serve per sopravvivere è diventato un’arma da usare in guerra.
Questo massacro sistematico accade sotto gli occhi del mondo intero, ma ci sono migliaia di persone che ogni giorno protestano per far sentire la loro voce. Per dimostrare solidarietà al popolo palestinese, è partito così da Firenze uno sciopero della fame a staffetta che ha coinvolto sempre più persone nella provincia di Lucca estendendosi alla Garfagnana e alla Media Valle del Serchio. La creazione di questa protesta pacifica è un ulteriore modo per parlare di quanto sta succedendo in quella striscia di terra, puntare i riflettori su un orrore che deve essere conosciuto a tutti, interrompendo qualsiasi silenzio mediatico e istituzionale.
Molti gli attivisti e i cittadini che hanno aderito, interrompendo l’assunzione di cibo a rotazione per alcuni giorni, e fotografandosi fuori dalla propria sede di lavoro con un cartello “Digiuno contro il genocidio a Gaza”, in un gesto che serve a richiamare l’attenzione sulla Palestina e impedire di voltarsi dall’altra parte.
Queste persone hanno scelto di parlare con il linguaggio più disarmato e antico: quello della fame come scelta, come solidarietà, con la voglia di esporsi ed essere promotori di un messaggio importante, che anche il medico e attivista Gino Strada ha sempre trasmesso: “Spero che si rafforzi la convinzione che le guerre, tutte le guerre sono un orrore. E che non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio”.
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Digiuno a staffetta contro il genocidio di Gaza
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Garfagnana