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Redazione
ANNO XIVmartedì 13 Ottobre 2026
appennino

Due Parchi, un’unica sfida: nasce una collaborazione per la conservazione del lupo

Due territori diversi, due esperienze maturate in contesti differenti, una stessa sfida: conoscere, monitorare e conservare il lupo e affrontare con strumenti sempre più efficaci la complessità della sua presenza sul territorio.

È questo il senso della nuova convenzione per la collaborazione nelle azioni di monitoraggio e conservazione della specie lupo sottoscritta dal Parco Nazionale Val Grande e dal Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Un accordo che nasce dalla volontà di mettere in rete competenze e conoscenze e trasformare le differenze tra i due territori in una risorsa comune. La collaborazione rappresenta una contaminazione positiva tra due realtà: il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano porta l’esperienza pluriennale del Wolf Apennine Center (W.A.C.), centro permanente di riferimento istituzionale per la gestione del lupo su scala interregionale nell’Appennino settentrionale, mentre il Parco Nazionale Val Grande porta l’esperienza maturata più recentemente nella gestione della presenza della specie sul proprio territorio.

La convenzione prevede una collaborazione coordinata nelle attività di conservazione del Canis lupus, attraverso la raccolta e l’archiviazione dei dati sulla presenza e distribuzione dei branchi, la formazione del personale, il supporto tecnico nelle attività di monitoraggio e nelle eventuali operazioni di cattura e il rafforzamento delle attività di comunicazione e sensibilizzazione sul rapporto tra uomo e lupo. Un elemento centrale sarà proprio lo scambio di competenze. Il personale del PNATE metterà a disposizione le proprie conoscenze per la formazione e il coordinamento degli operatori del Parco Val Grande, oltre a fornire, compatibilmente con le attività già programmate, alcune attrezzature necessarie alle operazioni di monitoraggio e cattura. Il Parco Val Grande, a sua volta, garantirà supporto logistico e condividerà i dati disponibili sulla presenza della specie nel proprio territorio.

«La collaborazione tra Parchi è prima di tutto un’occasione di crescita reciproca – sottolineano i due Enti –. Mettere a confronto esperienze maturate in territori diversi significa poter guardare allo stesso fenomeno da prospettive differenti, imparare gli uni dagli altri e costruire strumenti di gestione sempre più efficaci».

La collaborazione guarda anche al futuro. I due Parchi potranno infatti lavorare insieme alla produzione di progetti multipartner e alla candidatura di proposte su specifici strumenti finanziari, rafforzando ulteriormente la capacità di costruire reti e progettualità condivise. La convenzione avrà una durata di due anni ed è stata sottoscritta a titolo non oneroso, prevedendo, quando possibile, anche forme di supporto logistico gratuito agli operatori coinvolti nelle attività comuni.

«La conservazione della biodiversità non può fermarsi ai confini amministrativi dei singoli territori – proseguono i due Parchi –. Specie come il lupo si muovono su aree molto più ampie e richiedono quindi conoscenze condivise, continuità nel monitoraggio e capacità di collaborazione. Mettere in rete i Parchi significa rendere più forte e più efficace il lavoro di ciascuno».Un approccio che parte dalla conservazione del lupo, ma che propone un modello più ampio: territori diversi che scelgono di conoscersi, confrontarsi e mettere in comune ciò che hanno imparato, perché la tutela della natura diventa più efficace quando le esperienze non rimangono isolate, ma circolano e generano nuove competenze.

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