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Redazione
ANNO XIVvenerdì 23 Ottobre 2026
molazzana

Emanuele Marcucci, da Cascio il nuovo asso della stand-up comedy: “Ridere è sottovalutato”

Aver voglia di vivere significa, prima di tutto, aver voglia di ridere: è una verità semplice ma fondamentale.

A portare una ventata di freschezza, ironia e sfacciataggine ci pensa Emanuele Marcucci, comico originario di Cascio che sta conquistando il pubblico della Garfagnana e non solo, portando sui palchi una forma d’arte potente e liberatoria come la stand-up comedy.

Con un percorso nel mondo della comunicazione — tra social media management, editoria e scrittura di script per video — ha trovato nella comicità il linguaggio ideale per esprimere la sua natura sarcastica e la sua costante voglia di ribaltare ogni situazione.

L’avvicinamento alla stand-up è avvenuto circa tre anni fa attraverso la partecipazione a un laboratorio di scrittura comica, dove ha scoperto un lato di sé spregiudicato, fondamentale per trovare il coraggio di salire su un palco e mettersi in gioco. La sua prima esibizione è arrivata a Pisa, negli spazi del Leningrad Café per un open mic di Locura Comedy. Un battesimo del fuoco affrontato con grande entusiasmo: “L’ho fatto per gioco, perché pensavo di poterlo fare – racconta il comico ricordando la sua prima sfida –. Una volta salito su quel palco, mi sono reso conto che il mio pezzo funzionava, e pure bene. È stata proprio questa consapevolezza a farmi capire che valeva la pena continuare a provarci”.

Tra i suoi punti di riferimento stilistici figurano colossi americani come Bill Hicks — con il suo celebre spettacolo Revelations — e Louis C.K., affiancati da grandi maestri della comicità italiana come Daniele Montanini. La cifra stilistica di Marcucci si fonda su una forte componente di improvvisazione e sul crowd work, ovvero l’interazione diretta e spontanea con la sala.

Sul rapporto tra politicamente corretto e black humor, traccia però un confine netto tra la vita di tutti i giorni e la performance artistica: sul palco le regole saltano e l’arte, deve poter dare fastidio ed essere totalmente libera, mentre nella vita civile rimangono fondamentali il rispetto reciproco e la convivenza.

Il forte legame con il territorio e il sano campanilismo — come l’esilarante contrapposizione tra Garfagnana e Lucca — occupano un posto d’onore nei suoi monologhi. Ha saputo conquistare il pubblico locale in diversi appuntamenti di successo: dalla maratona teatrale di inaugurazione all’Officina Ripartenze di San Romano (alla stazione di Villetta), agli eventi presso Il Boccabugia a Fabbriche di Vergemoli e le altre serate in Media Valle.

Per il futuro l’obiettivo è allargare gli orizzonti del suo spettacolo e contribuire a creare sempre più occasioni in Garfagnana. Permettendo così anche ad altri giovani di sperimentare questo linguaggio. A chi desidera iniziare, suggerisce semplicemente di scrivere tantissimo e trovare il coraggio di buttarsi sul palco per testare le proprie idee sul campo.

Il senso profondo di questo mestiere si racchiude nel valore catartico della comicità: “La risata ha un ruolo sociale enorme, troppo spesso sottovalutato. È fondamentale: una vita senza risate sarebbe di una tristezza infinita – dichiara il Emanuele Marcucci –. Per questo sono davvero fiero di fare la mia parte». Guardando al cammino fatto finora, ciò che emerge è un forte senso di gratitudine verso chi ha condiviso e sostenuto questo percorso dai primi passi: dalla sua ragazza alla famiglia, fino agli amici di sempre e al collettivo Comedy Gang Lucca — con cui ha conquistato il premio Lucca Effetto Cinema —, punti di riferimento essenziali per continuare a crescere sia sul palco che fuori.

In fondo, questa chiacchierata ci ricorda un fatto fondamentale: la comicità è una forma di resistenza quotidiana e la risata è la nostra risposta più bella al mondo. Fino a quando ci saranno palchi e comici pronti a mettersi in gioco, non mancheranno mai le occasioni per ritrovarsi e ritrovare, sempre, un motivo in più per continuare a guardare avanti con leggerezza.

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