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Redazione
ANNO XIVdomenica 27 Settembre 2026
valle del serchio

“Facciamo compagnia”: il teatro della vicinanza torna nelle RSA della Valle del Serchio

Il teatro non è soltanto uno spettacolo; è un formidabile motore di coesione sociale e di cura. A dimostrarlo è il progetto “Facciamo compagnia“, guidato da Francesco Tomei che, attivo in questo campo da oltre 10 anni, torna a calcare le scene con una nuova e consolidata ripartenza nella Media Valle del Serchio e Garfagnana.

Il percorso prende il via il 9 ottobre e si conclude a marzo ed è a cura dell’associazione Uno Spazio per Te Aps presso l’ex scuola di Ponte all’Ania; un centro polifunzionale per il benessere. L’iniziativa conta sul sostegno della azienda Asl Toscana Nord-Ovest ed è patrocinata da diversi comuni: Bagni di Lucca, Barga, Borgo a Mozzano, Coreglia Antelminelli e Pescaglia, insieme alle Unione Comuni di Garfagnana e Media Valle.

L’iniziativa porta la recitazione all’interno delle residenze sanitarie assistenziali e dei centri diurni. Si tratta del “Teatro della Vicinanza”, un format site-specific che azzera le distanze tra interpreti e pubblico. Il progetto utilizza fiabe tradizionali — in questa terza edizione La gatta Cenerentola di De Simone — e canti popolari. L’azione mira a risvegliare i ricordi in ospiti fragili o con deficit cognitivi. Non serve alcuna esperienza pregressa; il corso vuole offrire una vigorosa opportunità di crescita personale e la voglia di mettersi in gioco.

Parlando dell’essenza di tale esperienza, lo stesso ideatore sottolinea il valore trasformativo dell’iniziativa: “La finalità è che l’arte drammatica sia uno spazio per tutti e di crescita personale – dichiara il direttore teatrale – di coesione sociale, che aiuta a superare i propri blocchi, a stare meglio, a stare insieme”.

L’impatto umano e civile del progetto si riflette in momenti profondi e carichi di emozione. Durante le rappresentazioni, i partecipanti apatici o disinteressati spesso si accendono; sorridono e stringono gli attori in abbracci di profonda gratitudine. Tra i passaggi più significativi delle edizioni passate, si ricorda un incontro a Gallicano: alcuni anziani ospiti un tempo membri della storica compagnia locale “La Ribalta”, rivedendo l’azione scenica, si commuovono al ricordo di una vita lontana. Allo stesso tempo, l’intervento si distingue per la forte anima intergenerazionale. La partecipazione attiva di un ragazzino di 12 anni ne è la prova; il giovane lavora in perfetta sinergia con i meno giovani e cementa così, legami di amicizia che vanno ben oltre il palcoscenico.

Un pilastro fondamentale dell’intera opera è la rigorosa trasparenza etica. Esiste una netta distinzione tra i piani operativi: “Il piano didattico e il piano della solidarietà sono due percorsi distinti, anche se procedono in parallelo – incide Francesco Tomei – ed è importantissimo non mescolare la solidarietà con aspetti remunerativi, come il fatto di essere docente di un corso. Questa è una garanzia di trasparenza e correttezza”. Una separazione chiara: gli spettacoli nelle strutture protette sono totalmente gratuiti e offerti in regime di volontariato. I contributi dei partecipanti servono unicamente a coprire le lezioni e le spese vive del progetto. Eventuali donazioni, raccolte durante le rassegne, alimentano la cassa comune oppure vengono devolute interamente in beneficenza, per sostenere i centri locali e i ragazzi.

Con una tournée pronta a ripartire, l’invito a prendere parte e a sostenere la causa rimane aperto per tutto il mese di ottobre. Si tratta di un’occasione unica; essa permette di contribuire a realizzare rappresentazioni vicine ai più fragili. Si prende così parte a questa straordinaria opera di cultura, solidarietà e vicinanza umana.

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