Tra le novità emerse nel corso della presentazione dell’organigramma dell’U.S. Castelnuovo Garfagnana di mercoledì scorso, c’è sicuramente il ritorno in seno alla società di Francolino Bondi, già presidente in due fasi differenti.
Come si è materializzato il suo rientro?
“Alcuni ambienti imprenditoriali e lo stesso sindaco Andrea Tagliasacchi, mi hanno chiesto di entrare nel CdA della società. Mi dispiaceva dir loro di no e così ho accettato questo impegnativo incarico, con spirito di servizio e con il desiderio di dare un contributo utile alle sorti del nostro calcio cittadino”.
Quella tra Bondi e il Castelnuovo può essere definita una “storia d’amore” mai spenta?
“Direi proprio di si. Un amore nato più di settanta anni fa e che mi fu trasmesso da babbo Eugenio, “Uge” per gli amici, che mi portò a vedere per la prima volta il Castelnuovo Garfagnana quando avevo meno di dieci anni compiuti. Nel tempo l’amore per il gialloblu si è sempre più rafforzato e oggi, se possibile, è anche più forte e sicuro di prima”.
In quale ruolo la troveremo il prossimo anno?
“Il ruolo sarà quello di consigliere di amministrazione, a disposizione del presidente e del consiglio, per l’eventuale assunzione di compiti specifici che mi vorranno assegnare”.
Quali sono secondo lei gli aspetti societari sui quali si concentrerà maggiormente, cosa la attrae di più?
“Contribuire ad una gestione chiara e trasparente, espressione di una società che vuole portare avanti un rapporto importante con le realtà produttive della città e oltre, insieme ad un rinnovato rapporto con i nostri tifosi che sono tanti e debbono essere il dodicesimo uomo in campo. C’è poi tutto un tessuto sociale da tenere in debita considerazione. E qui entra in azione l’importante compito del Settore Giovanile, settore che già sta lavorando molto bene e che ancor più vuole rappresentare un punto di riferimento per un gran numero di ragazzi e delle loro famiglie. Il Castelnuovo Garfagnana ha una grande storia alle spalle. Alla dirigenza, con l’aiuto di tutti, l’onore e l’onore di andare avanti a testa alta nel solco di una tradizione che dura da più di cent’anni”.