Molti temi spesso restano ai margini delle conversazioni quotidiane, ma riguardano da vicino la crescita delle persone e la qualità delle relazioni. Parlare di affettività, rispetto e consapevolezza significa infatti offrire strumenti per comprendere meglio se stessi e gli altri. Con questo spirito si è svolta ieri (domenica 29 marzo) al Mudy – Museo Dynamo, a Fornaci di Barga, l’iniziativa “Può nascere un fiore”, una giornata di incontri e laboratori dedicati alla sessuo-affettività.
L’evento è stato organizzato dalla Consulta dei giovani del comune di Barga in collaborazione con il museo Mudy e ha riunito professionisti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni per affrontare il tema da diverse prospettive.
Il pomeriggio si è aperto con un workshop artistico guidato da Zoè Gruni, che ha proposto ai partecipanti un momento di scambio creativo partendo dal linguaggio dell’arte. L’artista ha raccontato il proprio percorso, spiegando come il suo lavoro nasca dal contatto diretto con i materiali e da una ricerca che intreccia identità, memoria e trasformazione. Dalle prime esperienze con gli arazzi fino alle sculture e alle “sculture abitabili” – vere e proprie seconde pelli che proteggono ma allo stesso tempo espongono – la sua pratica artistica è diventata uno strumento per riflettere sul corpo, sull’identità e sul rapporto con gli altri. Un racconto che ha mostrato come l’arte possa essere un luogo di incontro tra esperienze diverse e un mezzo per dare forma a domande profonde.
A seguire si è svolto il talk in teatro, con gli interventi della dottoressa Chiara Nanini e della dottoressa Manuela Giuliani, che hanno affrontato con chiarezza e sensibilità il tema della sessuo-affettività, sottolineando l’importanza di una corretta informazione e del rispetto reciproco nelle relazioni.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre sottolineata l’importanza dei consultori presenti sul territorio della Valle del Serchio, in particolare quelli di Gallicano e Castelnuovo. Si tratta di servizi pubblici gratuiti che rappresentano un punto di riferimento per ragazze e ragazzi, non soltanto dal punto di vista sanitario ma anche per il supporto psicologico e relazionale. Strutture che offrono ascolto, orientamento e accompagnamento in momenti delicati della crescita, e che svolgono un ruolo importante nella prevenzione e nella tutela della salute delle persone e delle famiglie.
Molto significativo anche il contributo delle operatrici del centro antiviolenza Non ti scordare di te, che hanno richiamato l’attenzione sui diversi segnali che possono anticipare situazioni di violenza, dalla dimensione psicologica e verbale fino alle forme più gravi. Un intervento pensato per sensibilizzare soprattutto i giovani sull’importanza di riconoscere e contrastare comportamenti dannosi nelle relazioni.
Alla giornata hanno portato il proprio saluto anche rappresentanti delle istituzioni e delle realtà promotrici, tra cui il presidente della Consulta dei giovani Giacomo Cheloni, la consigliera comunale Alice Mariani, la presidente della Commissione pari opportunità Sonia Ercolini e la consigliera con delega alle pari opportunità Gaetanina Napolitano.
L’iniziativa ha rappresentato un momento importante di confronto e crescita, soprattutto per i più giovani. Perché affrontare temi complessi con apertura, ascolto e informazione significa costruire relazioni più consapevoli e, passo dopo passo, contribuire a far nascere davvero – come suggerisce il titolo dell’incontro – nuovi spazi di rispetto e dialogo.
Foto di Nicola Tognetti








