Diario dal Cammino Inglese verso Santiago – Giorno 0
Ci sono almeno un milione di motivi per cui, un giorno, una persona decide di affrontare il Cammino di Santiago.
Io il mio motivo lo conosco bene. Ma, almeno per adesso, preferisco tenerlo per me. Ci sono cose che forse hanno bisogno di essere camminate prima ancora che raccontate. E non so cosa questa esperienza mi restituirà, né se, arrivata alla fine, vorrò mettere quel motivo nero su bianco.
Posso però raccontarvi il momento esatto in cui ho sentito che dovevo partire.
Leggendo una guida dedicata ai ben 85 Cammini di Santiago, sono arrivata a un passaggio che raccontava ciò che accade una volta raggiunta la Cattedrale: il pellegrino può abbracciare la statua di San Giacomo, cingerla con le braccia, appoggiare la testa prima su una spalla e poi sull’altra, quasi come si farebbe con un amico. E, in quel momento, chiedere qualcosa.
Quando ho letto quelle righe ho sentito un bisogno impellente di partire. Quello che, forse banalmente, chiamiamo “il fuoco dentro”. Ecco, io l’ho sentito. Forte.
E così eccomi qui. Giorno 0.
Non si cammina ancora, almeno non nel senso più classico del termine. O forse sì. Perché anche raggiungere il punto da cui tutto avrà inizio fa già parte del viaggio. È una sorta di pre-cammino. Il cammino verso il Cammino.
Sveglia alle 4 del mattino, macchina fino a Firenze, treno fino a Milano e poi un volo verso A Coruña. Con me c’è Tommaso, il mio compagno di viaggio e il mio ragazzo, che mi ha supportata fin dal momento in cui questa idea ha iniziato a prendere forma.
Da A Coruña raggiungeremo Ferrol, la città dalla quale inizierà davvero il nostro Cammino Inglese. Una via che deve il suo nome ai pellegrini che, nei secoli, arrivavano via mare dal Nord Europa e sbarcavano sulle coste della Galizia per poi proseguire a piedi sulle orme di San Giacomo.
Noi partiremo da lì. Davanti a noi ci sono sei giorni, circa 120 chilometri e tanto da scoprire. Luoghi, persone, fatica e, probabilmente, anche parti di noi che ancora non conosciamo. Alla fine ci sarà Santiago. Ci sarà la Cattedrale. Ci sarà, speriamo, la nostra Compostela.
E ci sarà quell’abbraccio. Quello che, ancora prima di mettere un piede sul Cammino, mi ha fatto capire che dovevo partire.
Per il resto, vedremo cosa ci aspetta.