Quella notte Gualtiero sentì qualcuno bussare alla sua persiana, stava studiando, ma in casa Molinari tutti dormivano. Cercando di non far rumore andò a vedere chi fosse: era suo cugino Gigi Benassi che lo sollecitava a seguirlo, perché aveva cose importanti da mostrargli, lo esortava a sbrigarsi e si raccomandava di non svegliare la zia, perché di lei nutriva una timorosa soggezione.
Gigi era un appassionato di storia e di archeologia ed era convinto che Coreglia ed in particolare la Rocca, il Forte e la Penna nascondessero nelle cantine e nei sotterranei, cunicoli inesplorati. Si era messo in testa di trovare la galleria medievale, che secondo una voce popolare, collegava la Rocca con la Penna. Non faceva altro che raccogliere informazioni dai Coreglini più anziani. Con tenacia proseguì la ricerca fino a che il Cordogli, impresario edile, non gli disse che durante gli scavi dell’ultima parte dell’acquedotto. Fra il cancello della Rocca e Porta a Ponte, aveva notatpche proprio in quel punto il terreno appariva più franoso, come se al di sotto ci fosse una cavità. Finalmente Gigi aveva individuato il punto esatto per poter scavare per la ricerca del cunicolo e fu là che quella notte condusse Gualtiero.
Di fronte a Porta a Ponte, all’intersezione tra Via della Rocca e Via del Forte gli mostrò un buco nel terreno. Cominciarono a gettarvi alcuni sassolini per calcolarne la profondità e dpopo i primi infruttuosi tentativi, alla fine, sentirono chiaramente il sasso che rimbalzava e cadeva nel vuoto, emettendo un rumore sordo e rimbombante.
Questo fu l’inizio della loro avventura che li portò ad individuare il cunicolo e con l’aiuto prezioso di altri volenterosi, Carlin d’Aiola, Gioi della Penna, il Professor Lera ed in seguito molti altri ancora, a percorrerlo verso Nord in direzione della Rocca, a scoprire prima una piattaforma, poi una grande stanza, con quattro nicchie scalpellinate nel tufo delle pareti ed infine sul soffitto un cunicolo molto stretto, quasi una sorta di sfiato che partiva in verticale. Gualtiero tentò di esplorarlo, salendo sulle spalle di Gigi e cercando di arrampicarsi, ma improvvisamente dall’alto si staccò un masso, che lo investì, fortunatamente ad una spalla, ma che li convinse a ritirarsi.
Questo misterioso cunicolo fu motivo di accese discussioni: furono interpellati anche il Prof. Mancini ed il Professor Lera i quali sostennero che potesse essere un accesso ad una ipotetica torretta della Rocca, ma per i nostri due amici era un’ipotesi poco plausibile, perché appariva troppo stretto per permettere il passaggio a soldati armati.
Furono contattati altri studiosi ed esperti, uno di questi fu il Prof. Signorini, un etruscologo, che inviò sul posto una sua assistente, la Dott. Galli, la quale ipotizzò che quella stanza fosse una zona sacrificale di un insediamento etrusco e quel cunicolo uno sfiato vero e proprio. Seguirono discussioni e dibattiti ed alla fine il Prof. Lera ed il Prof.Signorini trovarono un accordo sull’ipotesi che fosse invece, un insediamento di Liguri Apuani, quest’ultima ipotesi però non convinse.
Ma ciò che interessava di più ai nostri era provare l’esistenza del collegamento tra la Rocca e la Penna e sentivano di esserne vicini. Purtroppo però, dopo qualche anno furono costretti ad abbandonare la realizzazione delloro sogno per mancanza di fondi e di protezione da parte delle competenti autorità.
L’ingresso della galleria fu chiuso con un portoncino in ferro e, al di sopra, il Nutini, esperto scalpellino della zona, scolpì il cane dello stemma dei Castracani. Per concludere mi piace riportare le parole del Professor Lera apparse nel 1958 sul Giornale Storico della Lunigiana, che così recitavano: “…dietro un piccolo muro a secco disposto sulla bocca dello scavo, i fantasmi dei Rolandinghi e degli Antelminelli, del cui nome Coreglia si fregia, furono respinti nel segreto dei tenebrosi cunicoli, solitari e misteriosi testimoni di un’epoca lontana.”
Per saperne di più è possibile consultare il libro “Gualtiero racconta” di Matilde Gambogi (2020) presso il comune di Coreglia Antelminelli