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Redazione
ANNO XIVdomenica 25 Ottobre 2026
borgo a mozzano

Halloween a Borgo a Mozzano: l’idea di Patrizio De Servi, il contributo di Sergio Citti e la creatività di Stefano Nannizzi

Un’idea arrivata dall’America trovò a Borgo a Mozzano il luogo giusto per mettere radici. C’erano il Ponte del Diavolo, la leggenda di Lucida Mansi e i racconti che avvolgevano la villa di Catureglio. Un patrimonio di luoghi e suggestioni al quale Patrizio De Servi, Sergio Citti e Stefano Nannizzi seppero dare una nuova occasione di incontro con il pubblico.

Era l’ottobre del 1994 quando i tre si ritrovarono attorno a un tavolo del Circolo L’Unione. Da quella conversazione prese forma la proposta di organizzare una festa di Halloween in paese, ancora poco conosciuta in Italia.

Patrizio De Servi portò l’intuizione iniziale. Aveva trascorso diversi anni a New York per lavoro e aveva visto come si festeggiava Halloween, tra maschere, allestimenti e partecipazione di grandi e piccoli. Al ritorno volle condividere quell’esperienza, proponendo di realizzare qualcosa anche qui.

A Patrizio, mio amico da sempre, rivolgo un pensiero affettuoso. Il suo nome è legato all’affermata pasticceria De Servi di Fornaci di Barga, nata dalla sua esperienza professionale e dalla passione per il mestiere. Un locale che è anche un luogo d’incontro tra amici, dove fermarsi, scambiare due parole e ritrovarsi. Ricordare il suo contributo alla nascita di Halloween significa riconoscergli anche il merito di aver portato nella propria comunità una proposta nuova.

Sergio Citti era allora presidente del Circolo L’Unione, il luogo nel quale quell’idea venne condivisa e cominciò a diventare un progetto. Partecipò dunque alla nascita della manifestazione attraverso una realtà associativa che rappresentava un punto di riferimento per il paese.

A Sergio, che ci ha lasciato qualche anno fa, desidero dedicare un ricordo particolare. Quando una festa cresce, può accadere che i nomi di chi contribuì ai primi passi rimangano sullo sfondo. Il suo merita di essere ricordato con gratitudine: era presente quando tutto cominciò e appartiene a pieno titolo a questa storia.

Stefano Nannizzi partecipò fin dall’inizio e sviluppò il percorso artistico di Halloween Celebration. La sua creatività contribuì a trasformare la proposta in spettacolo, intrecciando personaggi, teatro e atmosfere di mistero. Anche a Stefano, che conosco e saluto con affetto, va riconosciuto il lavoro con cui accompagnò la crescita dell’iniziativa.

La forza della festa stava anche nella sua ambientazione. Il Ponte del Diavolo, con la leggenda del patto stretto dal costruttore per portare a termine l’opera, offriva uno scenario immediatamente riconoscibile. Il racconto di Lucida Mansi, la nobildonna che secondo la leggenda cedette l’anima al demonio per conservare la giovinezza, diventò uno dei fili conduttori della rappresentazione.

Nel territorio borghigiano c’è inoltre la villa di Catureglio, sotto Cune, appartenuta alla famiglia Mansi e legata alle storie di Lucida. Attorno a quel palazzo si tramandavano racconti di fantasmi, stanze misteriose e passaggi segreti. Luoghi reali e tradizione popolare offrivano così alla fantasia una cornice che apparteneva già alla memoria della gente.

Halloween trovò a Borgo a Mozzano una propria identità: le vie del paese diventarono teatro della festa, mentre il ponte e le leggende locali ne caratterizzarono l’immagine. Alla proposta dei promotori si aggiunsero, nel tempo, il lavoro dei volontari, delle associazioni, dei commercianti e di tante persone che contribuirono a costruirla.

Tornare alle origini significa riconoscere questi diversi apporti, cominciando da quei tre nomi: Patrizio De Servi, che portò l’idea; Sergio Citti, presidente del circolo dove il progetto prese forma; Stefano Nannizzi, che ne sviluppò la dimensione artistica.

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