Una conferenza su Turandot, una sull’universo missionario lucchese e lo spettacolo di Giulia Perelli produzione originale su Simone Weil, questa settimana per la quinta edizione del festival “I Musei del Sorriso”, organizzato dal Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Venerdì 16 ottobre alle 16,30 al Museo Puccini Casa Natale Lucca, visita della mostra dedicata a Turandot nell’anno del centenario e, a seguire all’Atelier Ricci (ore 17,30 circa) conferenza di Maria Alberti della Fondazione Franco Zeffirelli, Firenze “Turandot nel Novecento: Franco Zeffirelli e altri allestimenti storici”. L’evento è promosso da: Fondazione Giacomo Puccini – Puccini Museum, 50&Più, associazione Lucchesi nel Mondo – Museo Pucciniano di Celle. Per informazioni: www.puccinimuseum.org, luccchesinelmondo@gmail.com.
Nello stesso giorno alle 17, nel Salone del Palazzo Arcivescovile di Lucca, si tiene la conferenza di Sara Ercolani (Università di Pisa) “Da Lucca al mondo e ritorno: spazi e tempi dell’universalismo missionario nel XIX e XX secolo”. A seguire, concerto degli studenti del Conservatorio di Musica Luigi Boccherini. Saranno esposti documenti e oggetti a cura dell’Ufficio Missionario. L’evento è realizzato in collaborazione con Arcidiocesi di Lucca in occasione dei 300 anni dell’elevazione ad Arcidiocesi.
“Simone Weil – Sopportare il vuoto”: sabato 17 ottobre 2026 alle 21 nell’Oratorio di San Giuseppe, Lucca, a ingresso libero, Giulia Perelli porta in scena il nuovo spettacolo ispirato dalla figura di Simone Weil, produzione originale del Sistema Museale della provincia di Lucca. Giulia Perelli riflette sull’indipendenza critica che Weil ha dimostrato di praticare nel corso della sua breve vita. Una figura controversa, eccezionale: era ricca e visse povera, era ebrea a credette in Cristo ma non volle aderire alla chiesa, era pacifista e combatté la guerra, era rivoluzionaria e divenne riformista. Per lei il vero nemico era qualunque sistema che riducesse le operazioni dell’intelligenza dell’individuo, la libertà personale, le illuminazioni dell’amore. Ogni umano ha le sue cecità. Nella messa in scena di questo spettacolo si parte da un buio in cui si apriranno feritoie di luce, fiammelle di visione, fino alla luce totale. Si riflette su come l’individuo possa iniziare a vedere seguendo la bussola del dubbio, del pensiero critico unito al pensiero del cuore, che svela, rivela, trasforma. L’amore non è cieco, l’amore riconosce ciò che è. Attraversare le ombre, riconoscere il bisogno, umanizzarsi, perdere ogni atteggiamento di potere e dominio, allenare la libertà personale. Rompere movimenti automatici e scoprire una nuova danza, dove l’umana esistenza è minuscola davanti al mistero. Lo spettacolo è un incontro con Simone Weil. Nell’intimità e nella quotidianità di una piccola cella monacale, senza la distrazione delle “cose”, il suo raccoglimento, il suo pensiero, la sua ricerca interiore, aprono la strada di una coscienza intransigente, e della massima forma d’amore, l’attenzione. Un pensiero complesso, inafferrabile come la verità, ma che può innescare nuovi problemi, maggiori stratificazioni dell’esistenza, penetrare nell’umiltà del dubbio come atteggiamento, favorendo così la conoscenza, la relazione e la meraviglia pura, di fronte a sé stessi e agli altri esseri. Attraverso il mistero del teatro, che muove tutti gli animi, si attiva un processo di rappresentazione della cecità che aspira a vedere la verità, la grande guaritrice. Un’iride enorme vista attraverso uno strumento ottico. Una scultura di lenti, specchi, prismi e un cannocchiale, attraverso sui riflettono barlumi luminosi. Un’installazione entro cui Weil si muove, in un teatro di ombre e voci, con una danza che possa risvegliare a ciò che è davvero sacro: il Reale.
Giulia Perelli è attrice, performer, autrice e regista sulla scena internazionale. In questa edizione del festival, ha messo in scena la performance “Pietas. Per Madre Terra” sabato 25 luglio nel portico della Cattedrale di San Martino.
«Con “Simone Weil. Sopportare il vuoto” – afferma Alessandro Colombini, presidente dell’assemblea museale territoriale della provincia di Lucca – affrontiamo una figura di straordinaria profondità, capace ancora oggi di interrogarci sul senso della vita, della responsabilità e del nostro rapporto con gli altri. È proprio questo, in fondo, lo spirito de “I Musei del Sorriso”: non soltanto portare eventi nei musei, ma creare occasioni di incontro, riflessione e partecipazione, attraverso linguaggi diversi. La quinta edizione del Festival, con oltre cinquanta appuntamenti, conferma la volontà del Sistema Museale della Provincia di Lucca di fare dei musei luoghi sempre più vivi, aperti e capaci di dialogare con il pubblico.»
Il festival “I Musei del Sorriso” è organizzato dal Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, con la Diocesi di Lucca nel 300° della sua elevazione ad Arcidiocesi e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Il calendario del festival 2026 “I Musei del Sorriso” prosegue fino a dicembre Per informazioni: Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, Cortile Carrara – Palazzo Ducale – 55100 Lucca: info@museiprovincialucca.it, 0039 0583 417483
Il calendario è a questa pagina: http://www.museiprovincialucca.it/festival
Instagram: https://www.instagram.com/museiprovincialucca/
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCq1F4-8C53W1S2nQoFZPbnQ (dove sono presenti i video promozionali di ciascun museo).


