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Redazione
ANNO XIVsabato 17 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

Identità e pluralismo, i libri di Petrolo e Besozzi aprono il dibattito: sguardi sul futuro a Castelnuovo

Come cambiano le società quando l’identità diventa uno dei principali strumenti del confronto politico? E quale spazio rimane per il pluralismo, il dialogo e la laicità dello Stato in un’Europa attraversata da trasformazioni culturali e sociali? Sono alcune delle domande al centro dell’incontro che si è tenuto questa mattina nella Sala Suffredini di Castelnuovo di Garfagnana, dedicato al tema “2043: sguardi sul futuro, tra identità e pluralismo, dialogo e integralismo”.

L’appuntamento ha offerto l’occasione per presentare due volumi: “La stagione delle identità”, di Domenico Petrolo, e “2043. All’ombra della Croce e della Mezzaluna”, di Corrado Besozzi. Due opere che hanno fatto da punto di partenza per una riflessione più ampia sulle sfide che attendono le società europee e sui possibili equilibri tra appartenenze culturali, libertà individuali e convivenza democratica.

A moderare il confronto è stato Niccolò Roni, presidente del consiglio comunale di Castelnuovo, con la partecipazione di Andrea Marcucci, presidente del Partito Liberaldemocratico, e del sindaco Andrea Tagliasacchi. Al centro del dibattito, il peso crescente assunto dal tema dell’identità nella discussione pubblica e nella costruzione del consenso elettorale. Il richiamo alle proprie radici, alla cultura e ai valori condivisi può diventare un elemento di coesione, ma il confronto si è concentrato anche sui rischi che emergono quando l’identità viene utilizzata per tracciare confini rigidi tra gruppi, alimentare contrapposizioni o mettere in discussione i principi su cui si fondano i sistemi democratici.

Tra questi, particolare attenzione è stata dedicata alla libertà e alla laicità dello Stato, intesa come garanzia di uno spazio pubblico nel quale persone con convinzioni religiose e culturali differenti possano convivere nel rispetto dei diritti di tutti.

La discussione ha affrontato anche le trasformazioni legate ai flussi migratori e alla crescente presenza di comunità musulmane in Europa, temi spesso al centro del dibattito politico e sociale. L’attenzione si è concentrata sulla necessità di affrontare questi fenomeni con maggiore consapevolezza, evitando che la complessità delle questioni venga ridotta a slogan o contrapposizioni. In questo quadro è stato richiamato anche il ruolo della classe politica, chiamata a interpretare i cambiamenti in corso e a rispondere alle preoccupazioni dei cittadini senza lasciare campo libero alle semplificazioni delle correnti nazionaliste e populiste.

Il titolo dell’incontro, con il suo riferimento al 2043, ha suggerito una prospettiva che va oltre l’attualità immediata. Guardare al futuro significa interrogarsi oggi sulle scelte culturali e politiche che contribuiranno a definire il volto dell’Europa nei prossimi decenni: il rapporto tra religione e istituzioni, il riconoscimento delle differenze, la tutela delle libertà e la capacità di costruire un terreno comune tra persone e comunità diverse.

La presentazione dei due libri si è trasformata così in un’occasione di confronto su questioni che attraversano la società contemporanea e che difficilmente possono trovare risposte semplici. La sfida, emersa dal dibattito, è riuscire a discutere di identità e pluralismo senza rinunciare al dialogo, riconoscendo le tensioni del presente ma mantenendo al centro i principi democratici che rendono possibile la convivenza.

Servizio video di Elisa Togneri

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