Il maggio drammatico è una tradizione popolare delle zone dell’Appennino emiliano e del versante toscano garfagnino.
Si tratta di uno spettacolo teatrale, nato molti anni fa, che viene recitato in prosa, con l’accompagnamento di vari strumenti musicali: violino, fisarmonica, chitarra ecc. La trama riguarda principalmente storie cavalleresche, ambientate nel ‘700-‘600. L’intreccio delle storie che venivano recitate durante il maggio cambiava nel corso del tempo, ma l’ambientazione rimaneva invariata, come il tema: epico e cavalleresco.
Il maggio viene cantato in endecasillabi articolato in quartine, sonetti e ottave. Purtroppo questa tradizione sta lentamente scomparendo. Il maggio viene praticato oggi in diversi paesi: il comune di Villa Minuzzò, il paese di Gramolazzo, Vagli di Sopra, Filicaia ecc. Inoltre le storie narrate all’interno del maggio non sono del tutto inventate: ce ne sono di veritiere, ma anche di ideate.
Data l’età avanzata dei Maggianti, che rischierebbe di far estinguere la tradizione del maggio, viene messo in pratica un progetto, “A scuola del maggio”, che fa in modo che anche i giovani si appassionino al maggio e alla sua storia; e si spera che, in questo modo, portino avanti questa meravigliosa tradizione.
La tradizione del maggio si è sviluppata sulla base di antichi riti agrari, connessi al ritorno della primavera.
Articolo realizzato dalla classe 2^ A della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. Gallicano