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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
borgo a mozzano

Il paese di Cune si “rimbocca” le maniche e ripristina il fondo della cella campanaria

Italia nazione di campanili, nel senso di appartenenza al luogo, di riconoscimento in un simbolo comune che contraddistingue la comunità e a differenzia dalle altre. Tutti i paesi hanno effettivamente una chiesa e il suo campanile, un simbolo non solo metaforico ma reale, al quale la popolazione è molto legata. Così è sicuramente nella piccola frazione di Cune, un centro collinare pochi chilometri sopra il capoluogo: un nucleo abitato di circa 150 abitanti, una chiesa (intitolata a San Bartolomeo) e il suo campanile.

Da tempo l’impianto elettrico che attivava le campane non funziona, con grande disappunto dei paesani. L’intervento è abbastanza complesso e specializzato ma, nel frattempo, è emerso il grave problema della pavimentazione in legno della cella campanaria ormai deteriorata. Da qui la necessità di un intervento per sostituire il pavimento. C’è voluto tempo per raccogliere i fondi necessari ma grazie all’impegno delle volontarie del Comitato Economico della parrocchia e di altri volontari delle associazioni del paese, l’obiettivo è stato raggiunto. Acquistato il materiale, oggi il muratore Fazzi, con il supporto di alcuni volontari del Comitato Paesano, ha effettuato il lavoro ripristinando la pavimentazione della cella campanaria.

Al termine del lavoro, è stato improvvisato un piccolo concerto di campane per festeggiare la bella giornata: è solo il primo passo per rimettere in funzione l’impianto ma intanto l’unità paesana ha vinto ancora.

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