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Redazione
ANNO XIVgiovedì 24 Settembre 2026
barga

“Il pianista non è un tassista”: Massimo Salotti racconta una vita tra musica, incontri e l’arte di ascoltare

Accompagnare qualcuno significa semplicemente portarlo dove vuole arrivare oppure condividere il viaggio, ascoltarlo e costruire insieme il percorso? È da questa riflessione che nasce “Il pianista non è un tassista. Come accompagnare gli altri senza perdere te stesso”, il nuovo libro di Massimo Salotti, disponibile da oggi, giovedì 24 settembre, su Amazon.

Un titolo provocatorio, dietro il quale si nasconde molto più di un racconto musicale. Attraverso gli incontri e le esperienze di una lunga carriera, Salotti affronta infatti un tema che riguarda tutti: la capacità di ascoltare gli altri, accompagnarli e sostenerli senza dimenticare se stessi.

Pianista, compositore e direttore artistico originario del territorio barghigiano, Massimo Salotti si è diplomato giovanissimo all’Istituto musicale “L. Boccherini” di Lucca, sotto la guida del maestro Riccardo Pieri, perfezionandosi successivamente con G. Sacchetti, Pietro Rigacci e Pier Narciso Masi. Ha inoltre conseguito un master con lode all’Accademia pianistica internazionale di Imola.

La sua carriera internazionale lo ha portato a esibirsi in importanti teatri e istituzioni musicali e ad accompagnare voci di fama mondiale, tra cui Andrea Bocelli, Plácido Domingo e Katia Ricciarelli. Oggi è anche direttore della Scuola di musica Sinfonia di Lucca, docente e direttore artistico, oltre a coltivare un’altra grande passione: la pittura.

Lo abbiamo intervistato tra una lezione e l’altra al Liceo musicale di Lucca, proprio nei primi giorni del nuovo anno scolastico. Nonostante i numerosi impegni, Salotti racconta con entusiasmo il ritorno in classe: “Questi primi giorni sono molto belli perché il musicale è un liceo particolare, frequentato da ragazzi mossi dalla passione. Si percepiscono chiaramente il loro desiderio e la loro ambizione. È un liceo che dà grandi soddisfazioni”.

Ed è proprio dalla sua esperienza di musicista e insegnante che nasce il nuovo libro. Un’opera che parte dal pianoforte, ma che ben presto si trasforma in una riflessione più ampia sulle relazioni umane.

“Lavorando in teatro come maestro collaboratore – spiega – ho la possibilità di affiancare i cantanti anche come vocal coach. Il nostro è un lavoro che richiede supporto psicologico e conforto. A volte siamo più psicologi che musicisti”.

Un approccio che Salotti ha progressivamente trasferito anche negli altri ambiti della sua attività professionale, dalla direzione della scuola di musica alla collaborazione con il Mascagni Festival.

“Quando si gestiscono eventi e progetti è facile perdersi – afferma Salotti -, ma ho cercato di trasferire quello che facciamo nella musica alla gestione delle energie e delle risorse che ciascuno di noi possiede. Tutto parte dall’ascolto, qualcosa che nel mondo di oggi sembra esserci sempre meno”.

Ma perché il pianista non è un tassista?

“La provocazione è assolutamente voluta – ammette Salotti – perché quando sali su un taxi dici all’autista dove vuoi andare e lui ti ci porta. Per un pianista che suona insieme a qualcun altro è diverso: la presenza durante il viaggio è fondamentale. Si tratta di condividere un percorso anche dal punto di vista emotivo e psicologico. Per fare musica insieme servono tante cose e tutto nasce dall’ascolto. È un viaggio che comincia e continua in due”.

La metafora del viaggio accompagna così l’intero volume, articolato in tre parti.

La prima è dedicata alla dimensione musicale e al mestiere del pianista accompagnatore. La seconda assume un carattere maggiormente motivazionale e affronta quegli aspetti della professione che difficilmente si imparano durante gli studi.

“Ci sono tante cose che la scuola non insegna – sottolinea -, come la gestione delle emozioni e delle energie necessarie per affrontare un concerto o un evento. Nel libro condivido alcuni trucchi del mestiere che possono aiutare a vivere meglio queste esperienze”.

La terza parte, infine, mette al centro l’ascolto e l’empatia, elementi che, secondo Salotti, dovrebbero essere alla base non soltanto della musica, ma di qualsiasi attività professionale e relazione umana.

A rendere ancora più personale il racconto sono gli incontri che hanno segnato la sua carriera. Tra questi, quello con Pietro Rigacci, suo insegnante, al quale dedica alcuni aneddoti che contribuiscono a spiegare i concetti affrontati nel volume.

Un posto particolare è riservato anche a Marco Voleri, cantante lirico e direttore artistico del Mascagni Festival, autore del libro “Sintomi di felicità”, nel quale racconta anche la propria esperienza con la sclerosi multipla. “Marco ha fatto della resilienza il suo manifesto di vita – racconta Salotti – e mi ha insegnato che si può andare sempre avanti. Mi ha dato il coraggio di fare tante cose che, probabilmente, non avrei mai fatto. Averlo incontrato è stato il mio sintomo di felicità”.

Non c’è stato un momento preciso in cui ha capito che voleva trasformare tutte queste esperienze in un libro. Per spiegarcelo Salotti ricorre a un’altra delle sue passioni: la pittura. “Quando mi siedo davanti a una tela – confida -,seguo un processo creativo particolare: non so mai esattamente che cosa dipingerò e dove arriverò al termine dell’opera. Con questo libro è successa la stessa cosa”.

L’idea è arrivata spontaneamente, dal desiderio di mettere nero su bianco gli episodi e gli insegnamenti accumulati nel corso della carriera. “Mi sono svegliato e ho pensato di scrivere tante storie che avevo vissuto – racconta -. È stato l’anno più bello dal punto di vista artistico e volevo lasciare degli appunti su quello che avevo imparato. Mi sono chiesto: perché non trasferire agli altri questo lungo viaggio? Da insegnante ho sentito questa necessità”.

C’è poi un altro aspetto che ha contribuito alla nascita del volume: la volontà di condividere le conoscenze acquisite in un mestiere che, come spiega lo stesso Salotti, si impara soprattutto attraverso l’esperienza. “Il mestiere del pianista accompagnatore non lo insegna nessuno – afferma – si impara sul campo. Lasciare qualcosa di scritto può aiutare chi si avvicina a questa professione”.

E se c’è una parola che racchiude il significato dell’intero libro, quella parola è ascolto. Un concetto che per Salotti assume anche un valore profondamente personale.

Il primo capitolo affronta infatti un’esperienza particolarmente delicata della sua vita: la diagnosi di melanoma ricevuta circa dieci anni fa.

“Parlo della mia malattia perché anche quella esperienza è partita dall’ascolto – ricorda -. Ascoltare il proprio corpo, ascoltare gli altri: credo che ascoltare sia l’azione più potente che possiamo compiere. Ho imparato ad ascoltare il mio corpo e continuo a farlo tuttora. È stata la scintilla che mi ha permesso di arrivare a ciò che sono diventato oggi”.

Un’esperienza che contribuisce a dare al libro una dimensione che va ben oltre il racconto di una professione.

Massimo Salotti torna dunque alla scrittura con un’opera nella quale musica e vita si incontrano continuamente. Un racconto fatto di esperienze, insegnamenti e persone che hanno lasciato un segno, rivolto tanto ai musicisti quanto a chiunque desideri riflettere sul proprio modo di relazionarsi con gli altri.

Perché, in fondo, accompagnare qualcuno non significa rinunciare alla propria strada. Significa imparare ad ascoltare, trovare un equilibrio e scoprire che, talvolta, è proprio condividendo il viaggio che si arriva a conoscere meglio anche se stessi.

“Il pianista non è un tassista. Come accompagnare gli altri senza perdere te stesso” è acquistabile su Amazon da oggi, giovedì 24 settembre.

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