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Redazione
ANNO XIVvenerdì 9 Ottobre 2026
speciale serchio

Il Serchio: un fiume che unisce paesi, storie e comunità

Il Serchio non è soltanto un fiume. È una parte importante della storia della nostra terra, una risorsa naturale che nei secoli ha accompagnato la vita, il lavoro e le tradizioni delle popolazioni della Garfagnana, della Media Valle e della Lucchesia.

Nasce dalle montagne dell’Appennino Tosco-Emiliano, attraversa la Garfagnana, scende verso Borgo a Mozzano, raggiunge Lucca e prosegue fino alla foce nel Mar Tirreno. Lungo il suo percorso incontra paesi e comunità che, pur conservando ciascuno la propria identità, condividono un patrimonio di storia e di tradizioni.

Un tempo il Serchio era anche la spiaggia dei borghigiani e di quanti abitavano lungo le sue rive. Durante l’estate vi si andava a fare il bagno, a pescare o semplicemente a trascorrere qualche ora in compagnia. Le fotografie storiche delle colonie estive, conservate nell’archivio di Gabriele Brunini, ci mostrano gruppi di bambini che trascorrevano le giornate sulle rive del fiume, tra giochi, momenti di svago e pasti consumati all’ombra degli alberi.

Il Serchio era dunque una risorsa per tutti: offriva pesce, acqua per l’agricoltura ed energia per le attività produttive, oltre a rappresentare un luogo di incontro e di socialità.

Ma il Serchio non è stato soltanto una fonte di ricchezza. Nel corso dei secoli le sue piene hanno provocato allagamenti, distruzioni e gravi danni alle campagne, alle abitazioni e alle attività produttive. Le popolazioni lucchesi hanno dovuto affrontare enormi sacrifici economici per realizzare argini, opere di contenimento e interventi di ripristino. Da qui il significato del vecchio detto popolare, «Costa più del fiume ai lucchesi», che ricorda quanto sia stato impegnativo convivere con un corso d’acqua tanto prezioso quanto, talvolta, pericoloso. Un fiume che ha saputo dare molto, ma che ha anche richiesto molto alle comunità attraversate.

Oggi il Serchio continua a rappresentare una grande ricchezza ambientale e paesaggistica, con possibilità di valorizzazione attraverso percorsi naturalistici, turismo sostenibile e iniziative capaci di avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza del territorio.

Ed è proprio qui che vorrei richiamare l’attenzione sul ruolo de La Gazzetta del Serchio. Il nostro giornale porta il nome di un fiume che attraversa e unisce territori diversi. Dovrebbe essere sempre più la voce di tutte queste comunità, dalle montagne dove il Serchio nasce fino alla sua foce, raccontando non soltanto le notizie, ma anche le persone, le tradizioni, le difficoltà e le speranze dei tanti paesi che si affacciano sulle sue rive.

Come il Serchio unisce idealmente le montagne al mare, così La Gazzetta può unire le comunità attraverso l’informazione, dando voce anche ai paesi più piccoli, perché nessuno si senta lontano o dimenticato.

Un fiume, tanti paesi, un’unica grande storia da continuare a raccontare.

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