Un piano di azione fatto di cinque punti per “dare una scossa” alla produzione industriale toscana. Sono gli spunti presentati ai sindacati questa mattina dal presidente Eugenio Giani durante l’incontro a Palazzo Strozzi Sacrati, convocato dopo lo sciopero del 9 luglio scorso che aveva richiamato in piazza 5 mila lavoratori contro il rischio deindustrializzazione del territorio regionale, per invertire la rotta e far risalire l’incidenza del manifatturiero sul Pil regionale dal 19% ad almeno il 20%, come peraltro richiesto anche a livello europeo.
“E’ un piano aperto a proposte e che si pone come stimolo alla riflessione”, ha detto il presidente, ricordando che a inizio agosto riunirà un tavolo con tutte le categorie economiche. Per il presidente, la ricetta per il rilancio deve ripartire da una ottimizzazione e valorizzazione dell’utilizzo dei fondi europei, “perché occorre aumentare gli effetti prodotti”. In secondo luogo occorre agire sulla disciplina urbanistica per “aiutare l’attrazione degli investimenti”.
Fondamentale sarà poi sostenere l’accesso al credito, e su questo punto Giani pensa al rafforzamento del ruolo di Fidi Toscana e Sviluppo Toscana. Tra le direttrici fondamentali, il rilancio dei distretti industriali in ottica allargata di filiere “con una ridefinizione degli interventi pubblici mirati ad alleggerire gli oneri strutturali per le imprese e il costo del lavoro”. Ultimo punto riguarda l’idea di una legge regionale per le crisi industriali, perché secondo Giani, “è necessaria la creazione di un nuovo quadro normativo regionale dedicato alla gestione delle crisi aziendali, offrendo strumenti legislativi e finanziari certi per sostenere la riconversione delle imprese”.
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