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Redazione
ANNO XIVmercoledì 4 Novembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Insegnare oltre i limiti: idee e progetti a confronto all’Isi Garfagnana

Giornata di formazione all’lSI Garfagnana. Ieri l’istituto castelnuovese ha, infatti, promosso “Teaching Beyond Borders”: un’importante occasione di incontro e aggiornamento – rivolto ai docenti, ma anche a privati cittadini – dedicato ai progetti europei Erasmus+, per condividere idee e sperimentare nuove metodologie.

In particolare il workshop dal titolo “Citizen Science: A new approach in Education“, tenuto dai professori Luca Monti, Andrea Marzolla, Lorenzo Genovesi, Stefano Grassi e Luca Salotti, è stato molto interessante per le proposte avanzate, pronte per essere attuate in classe. L’obiettivo è trasformare gli studenti – in primis, ma anche, in futuro, liberi cittadini – in veri e propri ricercatori attivi, capaci di osservare, raccogliere dati e contribuire a progetti scientifici reali, valorizzando al contempo il legame con il territorio.

Molto intrigante è stato l’intervento del professor Roberto Papa, ordinario di genetica agraria presso l’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) ad Ancona. Il suo ambito di ricerca è l’agrobiodiversità, l’evoluzione, genomica e il miglioramento genetico delle piante. Collegato online, ha raccontato la sua esperienza come coordinatore europeo del progetto internazionale “INCREASE”: un’iniziativa di Citizen Science che coinvolge migliaia di cittadini nella coltivazione e salvaguardia delle biodiversità dei legumi.

Il professor Monti ha ricordato, invece, l’importanza della scienza. È indispensabile – ha detto il professore – un’alfabetizzazione scientifica della popolazione, a partire proprio dagli studenti. Il docente ha quindi illustrato, assieme ai colleghi, l’idea di sviluppare una ricerca, in un contesto di Citizen Science, coinvolgendo gli studenti sulle acque del Serchio, con lo scopo di studiare la presenza o meno di microplastiche – così come è stata effettuata in altri fiumi o laghi italiani.

Tra gli altri progetti presentati “CLIL e Apprendimento delle Lingue Straniere”, che ha avuto come relatori i docenti Michele Muzzarelli, Elena Magnani e Sara Santini: la tematica principale, in questo caso, è stata l’integrazione tra contenuti disciplinari e lingua inglese (Content and Language Integrated Learning) per una didattica sempre più internazionale.

Un altro workshop ha riguardato la “Sustainability and European Citizenship”, ovvero la sostenibilità ambientale e i valori fondanti dell’Unione Europea nella pratica scolastica quotidiana, con gli interventi dei professori Andrea Marzolla, Simona Pangrazi, Elena Morganti e Vera Rita Privitera. Poi ancora “Wellbeing and Inclusion”, dove si è parlato di strategie per la creazione di ambienti di apprendimento inclusivi, benessere emotivo e prevenzione della dispersione scolastica, con i docenti Sofia Russo, Sara Santini, Simona Pangrazi e Andrea Marzolla.

Infine “Teaching Methods: Metodologie Didattiche Innovative e Tecnologie Digitali”, incentrato sugli strumenti digitali per le nuove forme di apprendimento pratico e le metodologie attive per la gestione della classe, con gli interventi dei professori Luca Biagioni, Brunella Bertoni, Sofia Russo, Floriana Corvasce e Vera Rita Privitera.

La professoressa Elena Magnani, coinvolta in vari progetti Eyrasmus+, ha raccontato la sua esperienza a La Gazzetta: “Ho fatto moltissimi progetti Erasmus – ha esordito Magnani -. Lo scorso anno ho partecipato a due progetti per il Clil, uno a Siviglia e a Lione, mentre altri miei colleghi hanno fatto progetti su Citizen Science o sulla cittadinanza attiva a livello europeo. Ognuno è andato a fare job shadowing, ovvero “lavoro a ombra”, una metodologia di apprendimento basata sull’osservazione diretta. Lo ha fatto per osservare e imparare quello che fanno i nostri colleghi europei. Oggi viene riportato ciò che è stato fatto, ciò che è stato appreso, le buone tecniche e le metodologie da adottare in classe con i nostri studenti”.

Ma questi progetti si ripresentano anche per questo anno scolastico? “Sì, certo – ha risposto la professoressa Magnani -. Ognuno di noi sta raccontando ai colleghi, anche di altre scuole, cosa abbiamo fatto e che cosa si può portare nelle nostre scuole di quello che abbiamo visto”.

Insomma, per gli insegnanti è stato un momento davvero molto significativo perché ha permesso loro di portare nella didattica esperienze e di confrontare buone pratiche maturate durante questi importanti progetti.

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