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Redazione
ANNO XIVmercoledì 17 Giugno 2026
intervista

La Foresta dei Sogni, una comunità che costruisce inclusione. Fiorani: “La diversità è una ricchezza”

Nata dall’impegno di un gruppo di famiglie, oggi La Foresta dei Sogni APS è una delle realtà più attive nel campo della disabilità e dell’inclusione sociale in Garfagnana e Media Valle del Serchio.

La Gazzetta del Serchio ne ha parlato con la presidente Fabiana Fiorani, che guida un’associazione capace di mettere insieme famiglie, istituzioni e volontari per costruire opportunità concrete per le persone con disabilità.

Presidente Fiorani, come nasce La Foresta dei Sogni?

“L’associazione nasce nel 2020 dall’iniziativa di alcuni genitori di ragazzi con disabilità della Valle del Serchio. Sentivamo il bisogno di creare una realtà capace di rappresentare le esigenze delle famiglie e, soprattutto, di costruire opportunità di crescita, autonomia e inclusione per i nostri figli. Da allora il percorso è cresciuto e oggi coinvolge oltre cinquanta famiglie tra Garfagnana e Media Valle”.

Qual è la missione dell’associazione?

“Vogliamo contribuire a costruire una comunità più inclusiva e accogliente, dove ogni persona possa sentirsi valorizzata e parte integrante della vita sociale. Per noi inclusione significa creare occasioni concrete di partecipazione, abbattere barriere culturali e favorire relazioni autentiche.» Quali sono le attività che portate avanti? «Le attività sono numerose. Organizziamo laboratori di teatro e musica, percorsi per l’autonomia, eventi inclusivi, iniziative culturali, mostre, spettacoli dal vivo e momenti di socializzazione. Ci occupiamo inoltre di supporto alle famiglie e collaboriamo a progetti di welfare di comunità e innovazione sociale”.

Un tema molto sentito è quello del “dopo di noi”. Come lo affrontate?

“È una delle nostre principali preoccupazioni. Lavoriamo affinché i ragazzi possano sviluppare autonomie sempre maggiori e costruire percorsi di vita adulta il più possibile indipendenti. Per questo promuoviamo esperienze concrete che aiutino le persone con disabilità a diventare protagoniste del proprio futuro”.

L’associazione dialoga costantemente con le istituzioni. Quanto è importante questo aspetto?

“È fondamentale. Partecipiamo al Tavolo Istituzionale per le Disabilità della Valle del Serchio e manteniamo un confronto continuo con enti locali, Azienda sanitaria, scuole e associazioni. Crediamo, infatti, che soltanto lavorando insieme si possano ottenere risultati importanti per le famiglie. Per questo, fin dalla nostra nascita, ci impegniamo come soggetto aggregante per la creazione di collaborazioni, partenariati, reti solidali”.

Recentemente avete avuto un ruolo significativo anche nella vicenda dei centri estivi per ragazzi con disabilità a Borgo a Mozzano.

“Abbiamo cercato di favorire il dialogo e il confronto, ascoltando le famiglie e collaborando con tutti i soggetti coinvolti. Quando istituzioni e associazioni si siedono attorno a un tavolo con spirito costruttivo si possono trovare soluzioni concrete. L’obiettivo comune deve essere sempre il benessere dei ragazzi e il sostegno alle loro famiglie”.

Quanto è importante il lavoro sul territorio?

“Moltissimo. C’è da fare un lavoro di collegamento con le famiglie di tutta la Valle del Serchio, raccogliendo bisogni, proposte e segnalazioni. La nostra forza è proprio quella di essere vicini alle persone e di costruire una rete che non lasci nessuno solo”.

Qual è il sogno che racchiude il nome dell’associazione?

“I sogni sono tanti. Quello principale riguarda il creare una società davvero inclusiva nella quale la diversità sia considerata una ricchezza e non un limite. Una società nella quale ogni persona possa trovare il proprio posto e contribuire con le proprie capacità. I nostri sogni immaginano ragazzi con disabilità perfettamente inseriti nelle proprie comunità, partecipi, propositivi e quindi non discriminati, non marginalizzati. I nostri sogni immaginano percorsi e progetti di vita realizzati in collaborazione con le varie istituzioni e le figure di riferimento con delle famiglie. Ciò che vogliamo costruire prevede richiede, purtroppo, un percorso lungo, ma ogni giorno vediamo che insieme si possono costruire risultati compiere passi significativi nella giusta direzione. Gli ostacoli, le difficoltà, i problemi sono tanti, ma sono tante anche le risorse e le energie presenti sul territorio. Come abbiamo intitolato un evento che riproponiamo ogni anno, in memoria della compianta dottoressa Annalisa Bani, Insieme si può”.

Un messaggio finale alle famiglie della Valle del Serchio?

“Vorrei dire che nessuno deve sentirsi solo. La Foresta dei Sogni è nata proprio per creare relazioni, sostegno reciproco e nuove opportunità per migliorare il contesto di vita delle persone con disabilità. Più riusciamo a fare rete, più forte diventa la nostra comunità. E una comunità inclusiva è una comunità migliore per tutti”.

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