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Redazione
ANNO XIVmartedì 22 Settembre 2026
molazzana

La Maddalena della Romita di Cascio: un pezzo di Garfagnana alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze

Tra le opere che saranno presentate alla prossima Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze figura una scultura di straordinario interesse per la Garfagnana: la Maddalena Penitente, proveniente dall’antica Romita di Cascio, ovvero l’eremo di Santa Maria Maddalena. La sua presenza in una delle più prestigiose manifestazioni antiquariali del mondo richiama l’attenzione non soltanto degli studiosi e dei collezionisti, ma anche di quanti hanno a cuore la storia e l’identità culturale del nostro territorio. 

La monumentale terracotta invetriata rappresenta una delle testimonianze più affascinanti della scultura toscana del primo Cinquecento. Per secoli fu custodita nell’eremo di Cascio, dove le fonti storiche ne attestano la presenza come immagine devozionale principale, al centro della vita religiosa della comunità locale. 

La vicenda artistica dell’opera è particolarmente interessante. Nel corso degli anni la scultura è stata accostata a figure di primo piano del Rinascimento fiorentino, tra cui Giovan Francesco Rustici e il giovane Baccio Bandinelli. Più recentemente, un approfondito studio di Flavio Gianassi ha proposto di riconoscervi la mano di una personalità artistica autonoma, identificata convenzionalmente come “Maestro della Maddalena di Cascio”, evidenziandone l’originalità e il ruolo nel panorama della scultura fiorentina dei primi decenni del XVI secolo. 

Al di là delle questioni attributive, ciò che colpisce è il profondo legame che questa opera continua a conservare con la Garfagnana. La Maddalena non è semplicemente un capolavoro del Rinascimento: è anche una testimonianza della storia religiosa, culturale e spirituale di Cascio e dell’intero territorio.

Per questo motivo la sua comparsa alla Biennale di Firenze può rappresentare un’importante occasione di riflessione. La presenza dell’opera sulla scena internazionale offre infatti l’opportunità di riportare l’attenzione su una pagina significativa del patrimonio storico locale, favorendo una rinnovata conoscenza delle sue vicende e delle sue radici.

Forse proprio per questo sarebbe auspicabile che la ricomparsa della Maddalena venisse seguita con attenzione dalle istituzioni culturali e dagli enti del territorio. Può essere l’occasione di un approfondimento e valorizzazione di un bene che per secoli è stato parte integrante della storia di Cascio. In tale contesto potrebbe essere interessante verificare, nelle sedi competenti, se esistano le condizioni per promuovere in futuro iniziative culturali legate all’opera, eventuali esposizioni temporanee nel territorio d’origine o, più in generale, valutare le possibili forme di valorizzazione pubblica, compresa l’eventuale acquisizione da parte di istituzioni interessate. 

La storia della Maddalena Penitente dimostra come anche una piccola comunità dell’Appennino possa custodire, e continuare a raccontare, una pagina importante della grande storia dell’arte italiana. Oggi che questo straordinario capolavoro torna a essere protagonista, la Garfagnana ha l’occasione di riscoprire una parte preziosa della propria memoria e di farla conoscere a un pubblico sempre più vasto. 

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