Ci fu un tempo in cui la Passione di Cristo non si viveva soltanto dentro le chiese, ma scendeva nelle strade, attraversava i paesi, univa le persone. Un tempo in cui la fede si faceva gesto concreto, partecipazione, comunità. Era, in fondo, una vera Sequela Christi, un modo semplice ma profondo di seguire Cristo lungo il cammino della sua Passione.
Negli anni in cui a Borgo a Mozzano era sindaco Francesco Poggi, queste manifestazioni conobbero una stagione particolarmente intensa. Non erano più solo iniziative spontanee dei singoli paesi, ma diventavano parte di un disegno più ampio, sostenuto e coordinato anche dal Comune, con il coinvolgimento della Pro Loco, delle parrocchie e delle associazioni locali.
Il territorio era quello dell’intero Comune di Borgo a Mozzano, con tutte le sue frazioni. Ed è proprio questa la forza di quel periodo: non si guardava soltanto al capoluogo, ma si coinvolgevano attivamente anche i paesi della valle. Corsagna, Diecimo, Chifenti, la Rocca e le altre frazioni diventavano protagoniste, ciascuna con la propria identità, ma unite da uno stesso spirito.
Le rappresentazioni della Passione prendevano forma lungo le vie dei borghi. Le Via Crucis diventavano viventi, con figuranti del posto che interpretavano i diversi momenti del cammino verso il Calvario. Le processioni, spesso serali, illuminate da torce o da luci soffuse, creavano un’atmosfera intensa, capace di toccare il cuore di chi partecipava.
Non era spettacolo. Era qualcosa di più vero. Chi guardava non era semplice spettatore, ma si sentiva parte di quel cammino. I volti erano quelli conosciuti, le strade erano quelle di sempre, ma tutto assumeva un significato più profondo. Era la comunità che, insieme, riviveva la Passione.
In questo contesto, il ruolo del sindaco Francesco Poggi fu significativo. Credette nel valore di queste tradizioni, non solo dal punto di vista religioso, ma anche come momento di coesione sociale e identità territoriale. Favorì la collaborazione tra Comune, Pro Loco e parrocchie, sostenendo e dando continuità a queste iniziative, che per alcuni anni riuscirono davvero a coinvolgere l’intero territorio comunale.
Ogni frazione manteneva la propria anima. A Corsagna, come in altri paesi della valle, il coinvolgimento era totale. Le famiglie partecipavano, i giovani si mettevano a disposizione, i volontari della Misericordia offrivano il loro servizio silenzioso ma fondamentale. Dietro le quinte, tante mani preparavano costumi, organizzavano i percorsi, curavano ogni dettaglio.
Col tempo, quel modello si è affievolito. I cambiamenti sociali, la minore disponibilità di volontari, nuove abitudini hanno reso più difficile mantenere viva quella forma di partecipazione così intensa. E così molte di quelle esperienze sono rimaste nella memoria.
Ma è una memoria che parla ancora. Racconta di un tempo in cui la fede era anche cammino condiviso, esperienza collettiva, appartenenza. Racconta di una comunità che, attraverso la Sequela Christi, trovava il modo di riconoscersi e di stare insieme.
E forse proprio da lì, da quei ricordi, si può ripartire: riscoprendo il valore di una fede vissuta non solo dentro le chiese, ma anche nelle strade, nei paesi, tra la gente. Una fede che unisce. Una fede che cammina.
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La Sequela Christi nel comune di Borgo a Mozzano: quando la Passione univa tutte le frazioni
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